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NY Knicks contro la candidata di Mamdani

La franchigia campione NBA intima alla democratica Aber Kawas di ritirare il materiale elettorale. Il club rivendica la propria neutralità politica e minaccia un’azione legale

Alessandro Carmi

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NY Knicks contro la candidata di Mamdan

I New York Knicks vogliono che il loro storico logo resti fuori dalla politica. La squadra campione NBA – il principale campionato professionistico di pallacanestro del mondo – ha inviato una diffida formale ad Aber Kawas, candidata del Partito Democratico al Senato dello Stato di New York sostenuta dal sindaco Zohran Mamdani, chiedendole di interrompere immediatamente l’utilizzo del marchio della squadra nella propria campagna elettorale. Se la richiesta non verrà accolta, il club è pronto ad avviare un’azione legale per tutelare i propri diritti di proprietà intellettuale.

La vicenda arriva poche settimane dopo il trionfo dei Knicks, tornati a conquistare il titolo NBA dopo cinquantatré anni, un successo che ha trasformato il simbolo della squadra in uno degli emblemi più riconoscibili della città. Proprio quella enorme popolarità, secondo la società, rende ancora più delicato qualsiasi utilizzo del marchio in un contesto politico.

Al centro della contestazione c’è una versione modificata del logo dei Knicks comparsa sui profili social di Aber Kawas e su materiale distribuito durante la campagna elettorale nel Queens. Il nome della squadra era stato sostituito con quello della candidata, mantenendo però gli elementi grafici distintivi del marchio originale, compresi i colori arancione e blu e il caratteristico pallone da basket.

La lettera di diffida è firmata da Bryan N. Warner, vicepresidente senior e responsabile dell’ufficio legale di Madison Square Garden Sports, la società proprietaria della squadra. Nel documento si afferma che né i New York Knicks né NBA Properties hanno mai autorizzato l’utilizzo del proprio marchio e che la campagna elettorale deve rimuovere immediatamente ogni contenuto contestato.

Secondo i legali della società, il problema va oltre la semplice violazione del marchio registrato. L’impiego del logo potrebbe infatti indurre gli elettori a ritenere che la candidata goda dell’appoggio ufficiale della squadra oppure che la franchigia partecipi direttamente alla campagna politica. Per questo motivo il club sostiene che ricorrano anche gli estremi della pubblicità ingannevole e della concorrenza sleale.

L’episodio nasce da un messaggio pubblicato sulla piattaforma X il 20 giugno, pochi giorni dopo la conquista del titolo NBA. Da allora la vicenda ha rapidamente assunto una dimensione politica, anche perché Aber Kawas è considerata una delle candidate più vicine al sindaco Zohran Mamdani.

Per i Knicks, tuttavia, questa non rappresenta una novità. Anche lo stesso Mamdani, durante la campagna che lo ha portato alla guida di New York, aveva utilizzato una versione modificata del logo della squadra in uno spot elettorale, sostituendo la scritta “Knicks” con il proprio nome. In quell’occasione la società reagì con un’altra diffida, ottenendo la rimozione del materiale e una precisazione pubblica secondo la quale la squadra non sosteneva alcun candidato.

La nuova controversia si inserisce inoltre in un rapporto già difficile tra il proprietario dei Knicks, James Dolan, e l’amministrazione cittadina. Nelle ultime settimane le tensioni erano emerse durante le finali NBA, quando il gruppo Madison Square Garden aveva criticato alcune limitazioni imposte dalla città agli eventi organizzati per i tifosi all’esterno dell’arena.

La diffida inviata ad Aber Kawas conferma quindi una linea che il club rivendica come costante. La società sostiene di voler difendere il proprio marchio a prescindere dall’identità dei candidati coinvolti e ribadisce che i New York Knicks non appoggiano alcuna forza politica. Resta ora da capire quale sarà la risposta della candidata democratica. Al momento, la sua campagna non ha ancora diffuso una replica ufficiale alla richiesta della squadra.