Hezbollah continua a utilizzare droni esplosivi contro le forze israeliane lungo la Linea Gialla, ma negli ultimi giorni le operazioni di questo tipo sono state meno visibili. Un alto funzionario della sicurezza ha spiegato a diversi media israeliani che ciò è dovuto ai numerosi successi ottenuti dalle forze israeliane nell’intercettazione e nella neutralizzazione dei droni.
Secondo la fonte, l’organizzazione non ha interrotto l’impiego dei droni, ma le capacità difensive dello Stato ebraico sono migliorate grazie alla cooperazione tra diverse strutture: unità tecnologiche del ministero della Difesa, forze di terra, intelligence militare e industria della difesa, impegnate nello sviluppo di sistemi sempre più efficaci di rilevamento e intercettazione. Il funzionario ha spiegato che si tratta di una sfida complessa e ancora senza una soluzione definitiva, simile a quanto osservato in altri conflitti recenti. Tuttavia, ha sottolineato che sul terreno si stanno ottenendo risultati concreti, anche se il processo richiede tempo e un continuo adattamento.
Accanto allo sviluppo tecnologico viene evidenziata anche l’importanza delle operazioni militari sul campo. Le forze israeliane combinano movimento, fuoco diversificato e intelligence per individuare e colpire rapidamente le cellule operative responsabili del lancio dei droni, con l’obiettivo di ridurne la capacità d’azione.
Nel quadro delle operazioni recenti, viene citato anche un attacco contro un appartamento adibito a centro operativo clandestino a Beirut, seguito da ulteriori azioni militari. L’operazione avrebbe colpito anche comandanti e operatori coinvolti nell’uso di droni esplosivi contro le forze israeliane lungo la linea di contatto. Parallelamente, unità speciali israeliane avrebbero condotto operazioni nel profondo del territorio libanese, oltre la Linea Gialla, con l’obiettivo di colpire le cellule operative e interrompere il trasferimento di armamenti, inclusi missili anticarro avanzati come i Kornet.
Dall’Ucraina arriva nel frattempo una notizia che si inserisce nello stesso contesto della guerra dei droni. In un’operazione destinata, secondo The Hill, autorevole testata politica statunitense con sede a Washington, probabilmente a essere studiata a lungo, le forze ucraine avrebbero utilizzato decine di droni connessi alla rete internet, lanciati da camion all’interno del territorio russo, per colpire e distruggere velivoli militari strategici russi. Secondo le ricostruzioni, i droni sarebbero stati attivati in profondità nel territorio russo, ma controllati da operatori situati in aree sicure in Ucraina.
L’operazione, nota come “Spiderweb”, evidenzia come la guerra dei droni stia diventando sempre più decentralizzata e accessibile. L’attacco di precisione non è più esclusivo delle grandi potenze militari, ma tende a diventare uno strumento diffuso, relativamente economico e potenzialmente utilizzabile anche da attori non statali. I campi di battaglia stanno attraversando una trasformazione profonda, forse la più importante dall’avvento dell’era missilistica.
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