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Il destino tribolato di Felix Mendelssohn

Nella vita e nella morte il grande compositore ebreo non conosce pace

Josef Oskar

Tempo di Lettura: 4 min
Il destino tribolato di Felix Mendelssohn

Il grande compositore tedesco Felix Mendelssohn nasce ebreo nel 1809 nella città franca di Amburgo. Porta il nome del famoso nonno, Mosè Mendelssohn, noto come l’iniziatore dell’Illuminismo ebraico. La nonna, Fromet Guggenheim,non è da meno e il padre di Felix, il banchiere Abraham, trasferisce la famiglia a Berlino nel 1811, allora capitale della Prussia.

Dopo la sconfitta della Prussia a Jena nel 1806 da parte di Napoleone, l’ebraismo prussiano vive un raro momento di emancipazione, ma con la sconfitta di Bonaparte a Beresina nel 1812 si torna alla situazione precedente. Persino una famiglia facoltosa come i Mendelssohn vive nella precarietà, avendo serie difficoltà a ottenere il permesso di soggiorno.

Una sera, di ritorno verso casa, siamo nel 1816, il piccolo Felix di sette anni e la sorella maggiore Fanny vengono molestati da un gruppo di teppisti. È un attacco antisemita e il bambino Felix coraggiosamente difende la sorella maggiore, ma appena rientrati a casa, il ragazzino subisce un tracollo psicologico. Disperato, il padre Abraham decide di convertire la famiglia al protestantesimo.E così, all’età di sette anni, Felix lascia l’ebraismo, ma continuerà a conservare affetto verso la religione di origine.

Poiché Felix mostra precoci segnali di un talento musicale fuori dal comune, il padre lo porta a Parigi per avere l’opinione del grande Luigi Cherubini. Il maestro esprime parere positivo e approva. L’istruzione musicale di Felix viene affidata a Karl Zelter, insegnante di musica di alto livello che avrà una forte influenza sul futuro compositore. E’ infatti Zelter a portarlo in udienza da Wolfgang Goethe davanti al quale il dodicenne Felix dà prova di grande bravura.

Felix Mendelssohn resterà a lungo legato alla figura di Karl Zelter e anni dopo entrerà in possesso della corrispondenza tra quello e il padre della letteratura tedesca, scoprendo a malincuore che Karl Zelter, in una lettera a Goethe, esprime i suoi dubbi sulla possibilità che un ebreo possa veramente diventare un musicista di alto livello (sic).

Non è qui il caso di fare l’elenco delle meravigliose composizioni di Felix Mendelssohn, ma almeno due opere mi sembrano meritorie di essere menzionate: l’ottetto per archi op.20 e il celebre Sogno di Una Notte di Mezza Estate di shakespeariana memoria.

Nel 1835 Mendelssohn si trasferisce a Lipsia per diventare il direttore dell’orchestra della Gewandhaus;nel 1843 fonda il famoso Conservatorio di Lipsia dove, tra gli altri, insegna pianoforte anche Robert Schumann e proprio quel Conservatorio diventerà punto di riferimento per la cultura musicale europea. Nel novembre del 1847 Felix Mendelssohn si spegne precocemente all’età di soli 39 anni,lasciando un’eredità musicale insuperabile e per questo si meriterebbe l’eterno riposo. Ma, come accade spesso, le tribolazioni per un ebreo non finiscono neanche dopo la morte.

Nel 1850, solo tre anni dopo la dipartita di Felix, Richard Wagner pubblica un anonimo libello antisemita intitolato “Judentum in Musik”, l’ebraismo nella musica. Si tratta di attacco frontale a Felix Mendelssohn e Richard Wagner si guadagnerà lo squallido primato del compositore più antisemita tra i musicisti della sua epoca.

Dopo la morte di Felix al Comune della città di Lipsia inizia un dibattito: è il caso di erigere una statua in memoria di Felix Mendelssohn-Bartholdy *? La corrente antisemita all’interno del Comune si oppone all’idea e solo quarantacinque anni dopo, nel 1892 una statua di bronzo viene eretta in suo onore. Resterà in piedi per quarantaquattro anni fino al 1936, quando il regime nazista deciderà di demolirla. E non finisce qui.

Infastiditi dall’attaccamento dei tedeschi per lo stupendo Sogno di una Notte di Mezza Estate il partito nazista, nella persona di Goebbels, (e chi altri?) chiede ripetutamente tra il 1933 e 1944, ai compositori tedeschi contemporanei, di comporre un’opera alternativa al Sogno mendelssohniano. Date le sue origini ebraiche, la sua musica è considerata-Entartete Musik- musica degenerata. Tra i compositori sollecitati figura anche il nome di Carl Orff, l’autore dellapregevole Carmina Burana. Comeera prevedibile, il progetto fallisce miseramente: la musica di Felix è immortale.

Solo nel 1945, con la fine della Seconda guerra mondiale e a quasi un secolo dalla sua morte, Mendelssohn trovafinalmente la pace eterna e il suo meritato posto nell’ambito dei grandi compositori.

Ho scelto di tornare sul caso Mendelssohn in quanto emblematico di quella che fu la vita degli ebrei nei lunghi secoli diasporici. Se un personaggio di questo livello ha dovuto subire simili discriminazioni, che dire della vita di un ebreo qualunque?

*E’ noto che dopo la conversione al protestantesimo, la famiglia aveva scelto di aggiungere anche il cognome di Bartholdy a quello di Mendelssohn. Il nonno di Felix nasce come Mosè, figlio di Mendel da Dessau, ed è lui ad aver coniato il nome di Mendels-sohn. Il che mi pare abbastanza da considerare quel Bartholdy di troppo.



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