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Israele: IA sul fronte orientale della NATO

UVision e l’estone Lendurai uniranno sistemi d’attacco e software autonomi per un Paese dell’Alleanza. Il cliente resta segreto

Alessandro Carmi

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Israele: IA sul fronte orientale della NATO
Iimmagine generata con AI

La tecnologia militare israeliana conquista un nuovo spazio nel riarmo europeo. UVision, azienda israeliana specializzata nei sistemi senza pilota e nelle munizioni circuitanti, ha firmato un accordo con la società estone Lendurai per integrare software di autonomia basati sull’intelligenza artificiale nei propri sistemi destinati alle forze di un Paese della NATO. Il nome del cliente, il valore del contratto e la piattaforma che verrà fornita restano riservati.

L’accordo, firmato il 24 settembre, segna il primo ingresso annunciato pubblicamente da UVision nel mercato baltico, una delle aree europee dove la corsa al rafforzamento militare procede più rapidamente. Estonia, Lettonia e Lituania confinano direttamente con la Russia o con la Bielorussia e considerano la guerra in Ucraina una minaccia che riguarda ormai la propria sicurezza nazionale. Nelle ultime settimane l’Alleanza ha inoltre rafforzato la condivisione delle informazioni di intelligence dopo una serie di episodi attribuiti o collegati alla Russia, dalle incursioni nello spazio aereo agli atti di sabotaggio.

Il cuore tecnologico della collaborazione sarà Neocortex, il software sviluppato da Lendurai per consentire ai sistemi senza pilota di mantenere un elevato grado di autonomia anche quando comunicazioni e navigazione satellitare vengono disturbate. L’azienda estone afferma che la tecnologia è già stata sperimentata operativamente in Ucraina. UVision avrà il compito di integrarla nei propri sistemi.

È uno dei problemi decisivi emersi sui campi di battaglia ucraini. Disturbare il GPS, interrompere il collegamento tra operatore e drone o saturare le comunicazioni può rendere inefficaci armi che dipendono da un controllo costante a distanza. L’intelligenza artificiale permette invece al sistema di continuare la missione con maggiore autonomia, riducendo la dipendenza dal collegamento con l’operatore.

UVision è conosciuta soprattutto per la famiglia HERO, munizioni circuitanti capaci di rimanere in volo alla ricerca dell’obiettivo prima dell’attacco. I diversi modelli sono concepiti per missioni che vanno dall’impiego tattico contro bersagli relativamente vicini fino all’attacco di mezzi corazzati a distanze maggiori. L’azienda sottolinea inoltre che i suoi sistemi possono essere integrati su veicoli, navi ed elicotteri e utilizzati insieme a piattaforme di comando e ricognizione di altri produttori.

Non è stato tuttavia annunciato che il contratto con Lendurai riguardi specificamente un modello HERO. Le due aziende hanno comunicato soltanto che il software estone sarà integrato nelle piattaforme senza pilota israeliane per rispondere alle esigenze operative della NATO. Ran Gozali, amministratore delegato di UVision, ha spiegato che l’autonomia basata sull’intelligenza artificiale sta assumendo un peso crescente negli scenari militari moderni.

Per l’azienda israeliana l’accordo arriva nel mezzo di una forte espansione internazionale. Nel marzo scorso UVision ha creato una filiale a Monaco di Baviera destinata a diventare il centro delle attività europee, dalla produzione locale all’ingegneria, dall’addestramento al sostegno dei clienti. Già nel novembre 2025 Rheinmetall aveva annunciato un ordine da parte di un Paese NATO per diverse centinaia di munizioni HERO, per un valore complessivo nell’ordine delle centinaia di milioni di euro. La produzione viene effettuata in Italia da RWM Italia con il supporto di UVision.

L’espansione riguarda anche gli Stati Uniti, dove UVision, insieme al partner americano Mistral, si è aggiudicata nel 2025 un contratto pluriennale dell’esercito statunitense che può arrivare a quasi un miliardo di dollari per sistemi HERO-120.
Il nuovo accordo con l’Estonia racconta però qualcosa di più della crescita commerciale di un’azienda. La guerra in Ucraina ha trasformato droni, munizioni circuitanti, guerra elettronica e software autonomi in elementi centrali della difesa europea. Sul confine orientale della NATO questa trasformazione procede ancora più velocemente. Ed è proprio lì che la tecnologia militare israeliana sta trovando uno dei suoi mercati strategici più importanti.