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Israele e Sky Sonic, scudo contro i missili ipersonici

Rafael espone a Washington il nuovo intercettore progettato per affrontare una delle minacce più difficili della guerra moderna

Shira Navon

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Israele e Sky Sonic, scudo contro i missili ipersonici
Iimmagine generata con AI

Israele ha presentato a Washington il modello a grandezza naturale di Sky Sonic, il nuovo intercettore sviluppato da Rafael per contrastare i missili ipersonici, armi capaci di viaggiare a velocità superiori a cinque volte quella del suono e di modificare la propria traiettoria durante il volo. Il sistema, esposto alla fiera internazionale della difesa AUSA 2026, rappresenta una delle risposte tecnologiche più ambiziose alla crescente diffusione di armamenti che rischiano di mettere in difficoltà anche le difese aeree più avanzate.

La sfida riguarda soprattutto il tempo. Un missile che procede a velocità ipersonica può percorrere enormi distanze in pochi minuti, riducendo drasticamente il margine disponibile per individuarlo, seguirne la traiettoria e intercettarlo. Se poi è in grado di effettuare manovre imprevedibili, i sistemi di difesa devono aggiornare continuamente i calcoli necessari a colpirlo. È su questo terreno, dove la rapidità dei sensori deve accompagnarsi alla precisione degli intercettori, che si concentra il lavoro degli ingegneri israeliani.

Rafael aveva annunciato il programma Sky Sonic nel 2023, quando il problema dei missili ipersonici cominciava a occupare una posizione sempre più importante nelle strategie militari delle grandi potenze. Tre anni dopo, la presentazione del modello completo segna un nuovo passaggio nello sviluppo del progetto, sebbene le sue caratteristiche tecniche e le prestazioni operative rimangano in larga parte riservate. L’esposizione pubblica, dunque, non equivale ancora alla certificazione di un sistema pronto per l’impiego in combattimento.

Per Israele la questione ha un’importanza particolare. L’Iran ha ripetutamente annunciato di possedere missili ipersonici, indicando soprattutto i modelli Fattah-1 e Fattah-2, mentre anche gli Houthi dello Yemen, sostenuti da Teheran, hanno rivendicato capacità analoghe. Le dichiarazioni iraniane e quelle dei loro alleati richiedono tuttavia prudenza. La velocità elevata di un missile balistico, da sola, non dimostra che possieda le caratteristiche di manovrabilità generalmente associate alle armi ipersoniche più sofisticate. Le effettive capacità dei sistemi annunciati da Teheran e dagli Houthi restano oggetto di valutazione.

Sky Sonic è stato concepito per inserirsi nell’architettura di difesa israeliana, costruita nel corso degli anni attorno a sistemi specializzati nell’affrontare minacce differenti. Iron Dome intercetta soprattutto razzi a corto raggio, mentre David’s Sling è destinato a minacce più complesse. Ai livelli superiori operano gli intercettori Arrow, progettati per contrastare i missili balistici. La nuova tecnologia di Rafael punta ad affrontare una categoria di bersagli particolarmente difficile, ampliando le possibilità di protezione del territorio israeliano.

Secondo la documentazione tecnica diffusa dall’azienda, Sky Sonic utilizza un missile a due stadi, composto da un propulsore iniziale e da un veicolo intercettore dotato di elevata manovrabilità. Un aspetto importante riguarda la possibilità di integrarlo con infrastrutture radar già esistenti, riducendo la necessità di costruire da zero un’intera rete di rilevamento. Rimangono tuttavia sconosciuti i risultati delle prove e i tempi necessari per raggiungere la piena operatività.

La presentazione di Washington possiede anche un evidente significato industriale. Rafael partecipa all’AUSA insieme ad altre 24 aziende israeliane, in un momento in cui la domanda internazionale di sistemi antimissile continua a crescere. L’esperienza accumulata da Israele nella difesa aerea costituisce un importante vantaggio competitivo, soprattutto sul mercato americano, dove la capacità di produrre grandi quantità di intercettori è diventata una priorità strategica.

L’amministratore delegato di Rafael, Yoav Turgeman, ha sottolineato proprio questo aspetto, spiegando che l’azienda intende offrire alle forze armate statunitensi tecnologie avanzate accompagnate da una capacità produttiva adeguata alle esigenze di conflitti prolungati.Il futuro di Sky Sonic dipenderà ora dalla dimostrazione concreta delle sue prestazioni. Se il programma manterrà le promesse, Israele potrà aggiungere un nuovo livello di protezione al proprio sistema antimissile e conquistare una posizione di primo piano in un settore destinato ad assumere un’importanza crescente. La corsa tra armi sempre più veloci e strumenti capaci di fermarle è già cominciata. E Israele vuole arrivare prima.