Dallo Stretto di Hormuz al Bab el-Mandeb, la capacità dell’Iran di influenzare le principali rotte marittime mondiali rappresenta uno degli elementi più rilevanti dell’attuale equilibrio strategico in Medio Oriente. Se per decenni l’attenzione internazionale si è concentrata quasi esclusivamente sullo Stretto di Hormuz, passaggio obbligato per una quota significativa delle esportazioni energetiche del Golfo Persico, gli sviluppi degli ultimi anni hanno evidenziato come Teheran disponga oggi di una seconda leva di pressione, meno diretta ma potenzialmente altrettanto efficace: il controllo esercitato dagli Houthi yemeniti sull’area del Bab el-Mandeb, porta d’accesso meridionale al Mar Rosso.
La combinazione di questi due punti strategici offre all’Iran una capacità di influenza particolarmente significativa lungo alcune delle rotte commerciali più importanti del pianeta. Hormuz rappresenta lo strumento strategico tradizionale. Attraverso questo stretto transitano quotidianamente milioni di barili di petrolio e grandi quantità di gas naturale destinati ai mercati internazionali. Qualsiasi minaccia alla libertà di navigazione in quest’area è in grado di provocare immediate conseguenze sui prezzi dell’energia e sulla stabilità dei mercati globali. La Repubblica Islamica ha più volte ribadito di possedere gli strumenti militari necessari per interferire con il traffico marittimo nella regione, utilizzando tale capacità come elemento di deterrenza nei confronti degli Stati Uniti e dei loro alleati.
Negli ultimi anni, tuttavia, l’emergere degli Houthi come attore regionale ha ampliato significativamente il ventaglio delle opzioni strategiche iraniane. Il movimento Ansar Allah, nato come forza politico-militare yemenita con obiettivi prevalentemente nazionali, è progressivamente diventato parte integrante dell’asse regionale che comprende Iran, Hezbollah e altri gruppi armati filo-iraniani. Pur mantenendo una propria autonomia decisionale e specifici interessi legati al conflitto yemenita, gli Houthi condividono con Teheran una convergenza di interessi che si è rafforzata nel tempo.
La rilevanza del Bab el-Mandeb deriva dalla sua posizione geografica. Lo stretto collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e rappresenta uno snodo fondamentale per il commercio tra Asia ed Europa. Le azioni condotte dagli Houthi contro le navi mercantili hanno dimostrato come un gruppo armato non statale possa influenzare direttamente il traffico marittimo internazionale, costringendo numerose compagnie a modificare le proprie rotte e aumentando significativamente i costi logistici globali.
Per Teheran, questa situazione offre un vantaggio strategico particolarmente importante. Mentre eventuali operazioni nello Stretto di Hormuz verrebbero immediatamente attribuite all’Iran, con il rischio di una risposta militare diretta, le attività degli Houthi consentono alla leadership iraniana di esercitare pressione attraverso un alleato regionale, mantenendo un certo grado di distanza politica e diplomatica. Questa forma di pressione indiretta aumenta la flessibilità operativa della Repubblica Islamica e rende più complessa la risposta da parte degli avversari.
La presenza simultanea di due potenziali punti di pressione marittima modifica inoltre i calcoli strategici delle potenze occidentali e dei Paesi del Golfo. Proteggere contemporaneamente il traffico navale nel Golfo Persico e nel Mar Rosso richiede risorse militari significative e una cooperazione internazionale costante. In questo contesto, lo Yemen assume un’importanza che va ben oltre i confini del conflitto locale, trasformandosi in un tassello fondamentale della competizione geopolitica regionale.
La lezione emersa negli ultimi anni è chiara: la capacità iraniana di influenzare il commercio globale non dipende più esclusivamente dal controllo diretto dello Stretto di Hormuz. Attraverso la propria rete di alleanze regionali, e soprattutto grazie agli Houthi nello Yemen, Teheran dispone oggi di una seconda leva strategica che estende la sua capacità di pressione ben oltre il Golfo Persico, fino alle rotte marittime che collegano il Mediterraneo all’Oceano Indiano.
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