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⌥ Il terrorista buono

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Venticinque anni fa Osama bin Laden non aveva molti estimatori nelle piazze occidentali. Al Qaeda massacrava civili, dunque era terrorismo. Una faccenda abbastanza semplice.Poi qualcosa è successo.

Oggi Hamas può massacrare, rapire, stuprare e trascinare ostaggi nei tunnel, e nelle nostre città c’è chi lo chiama «resistenza». Hezbollah può costruire uno Stato armato dentro uno Stato e diventa un «movimento». Gli Houthi lanciano missili, droni, attaccano le navi e per un pezzo restano pittoreschi «ribelli yemeniti». Insomma, abbiamo inventato il terrorista buono,quello che uccide dalla parte considerata giusta. Se poi combatte Israele, il percorso di riabilitazione diventa sorprendentemente rapido: prima militante, poi resistente, infine quasi partigiano.

Chissà Bin Laden. Forse arrivò semplicemente troppo presto. Oggi avrebbe un ufficio stampa migliore, qualche professore pronto a contestualizzarlo e, con un po’ di fortuna, uno striscione in corteo.