C’è qualcosa di istruttivo nella manifestazione annunciata a Roma contro il ddl sull’antisemitismo. In piazza ci saranno anche i Giovani democratici, mentre l’iniziativa raccoglie adesioni in quell’area politica e culturale che da anni assicura di essere in prima fila nella lotta contro l’odio antiebraico.
Il problema comincia quando quella lotta prova a diventare qualcosa di più di una dichiarazione di principio. Quando si tenta di stabilire dove finisca la critica a Israele e dove cominci l’uso degli ebrei, dello Stato ebraico e del sionismo come bersagli sui quali riversare vecchi stereotipi rimessi a nuovo, improvvisamente scattano gli allarmi: censura, bavaglio, libertà d’espressione in pericolo.
È un meccanismo curioso. Tutti contro l’antisemitismo, purché ciascuno possa continuare a decidere da sé che cosa sia antisemitismo e soprattutto che cosa, per qualche misteriosa ragione, non lo sia mai .La kefiah in piazza aggiunge al quadro quel piccolo tocco di involontaria perfezione che a volte la politica sa regalare.