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⌥ Giù le mani dall’antisemitismo

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C’è una nuova emergenza democratica in Italia: il rischio che sull’antisemitismo si faccia sul serio. Oggi davanti a Montecitorio si manifesta contro il ddl che vorrebbe rafforzarne il contrasto. Ci saranno anche ANPI e Amnesty Italia. Laura Boldrini chiede al Pd di votare no. Il timore è terribile: che adottando la definizione IHRA qualcuno possa confondere la legittima critica a Israele con l’antisemitismo.

Curiosa preoccupazione. Perché criticare Israele è possibile oggi, lo era ieri e continuerà a esserlo domani. Si può criticare Netanyahu, il governo, la guerra, gli insediamenti, perfino il colore delle tende della Knesset. Nessuno verrà arrestato.

Il problema arriva quando Israele diventa l’unico Stato al mondo di cui si discute il diritto stesso a esistere; quando “sionista” diventa un insulto; quando gli israeliani vengono cacciati dalle università, dai festival, dalle competizioni; quando agli ebrei si domanda di prendere pubblicamente le distanze da Israele per ottenere il certificato di rispettabilità.E allora la definizione IHRA diventa improvvisamente pericolosa. Meglio lasciare qualche porta aperta. Qualche zona grigia. Un po’ di antisemitismo, purché presentato bene e possibilmente accompagnato dalla parola “Israele”.Insomma, tutti contro l’antisemitismo purché nessuno provi a riconoscerlo.