Home > Attualità > Il rapitore del piccolo Yagil Yaakov ucciso a Gaza

Il rapitore del piccolo Yagil Yaakov ucciso a Gaza

Eliminato nel sud della Striscia un terrorista della Jihad Islamica che partecipò al massacro di Nir Oz e al sequestro del bambino di dodici anni il 7 ottobre

Alessandro Carmi

Tempo di Lettura: 3 min
Il rapitore del piccolo Yagil Yaakov ucciso a Gaza

Fra le immagini che hanno segnato il 7 ottobre ce n’è una che continua a pesare sulla memoria collettiva israeliana. È quella di Yagil Yaakov, appena dodicenne, trascinato nella Striscia di Gaza durante l’assalto al kibbutz Nir Oz. A quasi tre anni da quel giorno, uno degli uomini che parteciparono al suo rapimento è stato ucciso in un’operazione condotta da Tsahal e dallo Shin Bet nel sud della Striscia.

L’obiettivo principale dell’operazione era Zaki Yusuf Mahmoud Abu Mustafa, comandante della forza Nukhba della brigata di Khan Yunis appartenente alla Jihad Islamica Palestinese. Secondo le informazioni diffuse dall’esercito israeliano, Abu Mustafa prese parte direttamente all’attacco contro Nir Oz il 7 ottobre 2023 e fu coinvolto nel sequestro di Yagil Yaakov, che all’epoca aveva soltanto dodici anni. Le Forze di Difesa Israeliane affermano di essere in possesso di materiale fotografico che lo ritrae all’interno del territorio israeliano durante le fasi del rapimento.

Il nome di Nir Oz occupa un posto particolare nella tragedia del 7 ottobre. Il kibbutz, situato a pochi chilometri dal confine con Gaza, fu uno dei luoghi più duramente colpiti dall’attacco di Hamas e delle organizzazioni alleate. Decine di residenti furono assassinati e numerosi abitanti vennero trascinati nella Striscia come ostaggi. Tra loro c’era anche Yagil Yaakov, liberato successivamente durante uno degli accordi per il rilascio degli ostaggi.

Secondo Tsahal, Abu Mustafa aveva ripreso negli ultimi mesi un ruolo operativo di primo piano all’interno della Jihad Islamica Palestinese. L’esercito sostiene che fosse impegnato nella ricostruzione delle capacità militari dell’organizzazione e nella pianificazione di nuove operazioni contro le forze israeliane presenti nella Striscia. Le autorità israeliane affermano inoltre che stesse utilizzando l’area dell’ospedale Nasser di Khan Yunis per attività di addestramento e organizzazione di miliziani, sfruttando la presenza della struttura sanitaria come copertura contro eventuali attacchi.

Per queste ragioni, spiegano fonti militari israeliane, Abu Mustafa veniva considerato una minaccia operativa immediata.Nella stessa operazione è stato eliminato anche Mohammad Osama Abd al-Aziz Saba al-Aish, membro della forza Nukhba di Hamas. Secondo l’esercito israeliano, svolgeva attività di addestramento per nuovi militanti e partecipava al reclutamento di personale destinato alle strutture operative dell’organizzazione.

La forza Nukhba rappresenta una delle componenti più temute delle organizzazioni armate palestinesi della Striscia. Si tratta di unità terroristiche selezionate che hanno ricevuto un addestramento specifico per operazioni offensive, infiltrazioni e attacchi oltre confine. Numerosi membri della Nukhba sono stati identificati da Israele come protagonisti diretti delle incursioni del 7 ottobre nei kibbutz e nelle comunità del sud del Paese.

L’eliminazione di Abu Mustafa assume quindi un valore che va oltre il risultato militare immediato. Per molte famiglie israeliane colpite dagli eventi del 7 ottobre rappresenta anche l’individuazione di uno dei responsabili materiali di quei sequestri che hanno sconvolto il Paese e che continuano a segnare la vita degli ostaggi sopravvissuti e dei loro familiari.

A quasi tre anni dal massacro, la caccia agli uomini che presero parte agli attacchi contro le comunità del Negev occidentale rimane uno degli obiettivi dichiarati delle operazioni israeliane nella Striscia di Gaza. Tra quei nomi figurava anche quello di Zaki Yusuf Mahmoud Abu Mustafa. Da questa settimana, secondo Israele, non ne farà più parte.