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Hezbollah si riarma con i milioni dell’Iran

Teheran finanzia la ricostruzione militare del gruppo libanese, che produce droni esplosivi e teme una nuova guerra con Israele

Shira Navon

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Hezbollah si riarma con i milioni dell’Iran
Iimmagine generata con AI

Hezbollah sta ricostruendo il proprio arsenale grazie a nuovi finanziamenti iraniani e si prepara alla possibilità di un altro conflitto con Israele. Secondo informazioni raccolte dalla Reuters presso fonti della sicurezza libanese, negli ultimi tre mesi l’organizzazione sciita ha ricevuto decine di milioni di dollari da Teheran, destinati soprattutto all’acquisto di esplosivi e alla produzione di droni d’attacco. Un riarmo condotto mentre il Libano cerca di evitare un’altra guerra e cresce la pressione sul governo di Beirut affinché proceda al disarmo del gruppo.

La ripresa delle attività militari arriva dopo le pesanti perdite subite da Hezbollah nei combattimenti con Israele, che hanno provocato la morte di migliaia di miliziani, eliminato numerosi comandanti e distrutto una parte considerevole delle sue capacità offensive. La riduzione delle ostilità, iniziata a giugno, ha tuttavia consentito all’organizzazione di recuperare parte delle risorse necessarie per tornare operativa.

Il sostegno iraniano rimane decisivo. Ai finanziamenti destinati al riarmo si aggiungerebbero circa 200 milioni di dollari trasferiti da Teheran per assistere le famiglie sfollate dalle zone sciite del Libano. Quest’ultima somma, riferita dalla Reuters all’inizio di ottobre sulla base di fonti informate, era stata contestata dal dipartimento di Stato americano, secondo il quale Hezbollah avrebbe esagerato la disponibilità di fondi per rassicurare i propri sostenitori.

Particolare attenzione viene riservata ai droni carichi di esplosivo, considerati uno strumento utile per colpire le posizioni israeliane. Hezbollah ha recentemente riconosciuto la proprietà di materiale esplosivo sequestrato dalle autorità libanesi, precisando che era destinato ad azioni contro Israele. Secondo un dirigente dell’organizzazione e una fonte della sicurezza, quel materiale avrebbe dovuto essere impiegato proprio nella fabbricazione di velivoli d’attacco.

Il denaro, tuttavia, può risolvere soltanto una parte dei problemi. Le operazioni israeliane hanno compromesso anche la struttura di comando di Hezbollah, soprattutto nei combattimenti attorno a Bint Jbeil e sul rilievo strategico di Ali al-Taher. In quelle zone, secondo le fonti libanesi, diverse unità sono rimaste isolate, mentre l’impiego israeliano di droni armati e veicoli controllati a distanza ha reso particolarmente difficile organizzare una risposta efficace.

L’esercito israeliano ha confermato alla Reuters l’utilizzo di sistemi telecomandati per sorvegliare il Libano meridionale e ridurre l’esposizione dei propri soldati. Si tratta di una superiorità tecnologica che Hezbollah deve affrontare mentre cerca di ricostituire le scorte e ripristinare i collegamenti tra i reparti, ancora lontani dalla piena efficienza operativa.

Sul piano regionale, l’incognita maggiore riguarda i rapporti tra Washington e Teheran. Dopo gli scontri iniziati in febbraio e il successivo fallimento dell’intesa provvisoria tra Stati Uniti e Iran, Hezbollah teme che una nuova escalation possa riaprire il fronte libanese. L’organizzazione mantiene quindi uno stato di allerta, pur evitando per ora di dichiarare apertamente la propria disponibilità a intervenire in un eventuale nuovo conflitto.

La prudenza ha anche ragioni interne. Un’altra offensiva israeliana rischierebbe di provocare ulteriori sfollamenti nelle aree dove Hezbollah conserva la propria base sociale, già duramente colpita dai combattimenti. Il gruppo sostiene che la presenza militare israeliana nel sud del Libano legittimi la resistenza armata e respinge le informazioni sul collasso delle proprie strutture di comando.

La ricostruzione dell’arsenale procede dunque insieme al tentativo di evitare uno scontro immediato. Per Israele, il riarmo finanziato dall’Iran rappresenta una minaccia destinata a crescere se Hezbollah riuscirà a recuperare le capacità perdute. Per il Libano, il rischio è che le decisioni militari di un’organizzazione sostenuta da una potenza straniera possano trascinare nuovamente il Paese in una guerra dalle conseguenze devastanti.