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Haim Sompolinsky vince la Medaglia Dirac

Il fisico israeliano dell’Università Ebraica premiato per gli studi che hanno unito fisica, neuroscienze e intelligenza artificiale

Shira Navon

Tempo di Lettura: 4 min
Haim Sompolinsky vince la Medaglia Dirac

Haim Sompolinsky, tra i maggiori studiosi mondiali di neuroscienze teoriche, ha vinto la Medaglia e il Premio Dirac 2026 dell’International Centre for Theoretical Physics di Trieste, uno dei riconoscimenti più prestigiosi nel campo della fisica teorica. Il premio celebra quest’anno quattro scienziati che hanno esteso gli strumenti della meccanica statistica ben oltre i suoi confini tradizionali, fino allo studio del cervello, delle reti neurali e dell’intelligenza artificiale.

Sompolinsky, professore emerito all’Edmond and Lily Safra Center for Brain Sciences e al Racah Institute of Physics dell’Università Ebraica di Gerusalemme, insegna anche ad Harvard. Condivide il riconoscimento con Deepak Dhar, Bernard Derrida e Marc Mézard. La motivazione dell’ICTP sottolinea i contributi pionieristici dei quattro ricercatori alla meccanica statistica di equilibrio e alla sua applicazione a sistemi fuori equilibrio, problemi di ottimizzazione, neuroscienze teoriche e intelligenza artificiale.

È proprio in questo passaggio da una disciplina all’altra che si trova la parte più originale del lavoro di Sompolinsky. Fisico di formazione, ha utilizzato modelli matematici sviluppati per descrivere sistemi complessi per comprendere il funzionamento delle reti di neuroni. Già negli anni Ottanta contribuì, insieme a Daniel Amit e Hanoch Gutfreund, allo studio del modello di Hopfield, mostrando come gli strumenti della fisica statistica potessero aiutare a spiegare la memoria associativa, cioè la capacità del cervello di ricostruire un ricordo completo partendo da informazioni incomplete.

Da allora il suo lavoro ha accompagnato la nascita e lo sviluppo delle neuroscienze teoriche e computazionali. I suoi studi hanno riguardato la memoria, l’apprendimento, la dinamica caotica delle reti neuronali, la codifica dell’informazione e, più recentemente, alcuni dei problemi che si trovano al confine tra cervello biologico e sistemi artificiali. Molte idee nate in quella stagione scientifica sono oggi centrali anche nella ricerca sulle reti neurali profonde.

La Medaglia Dirac viene assegnata dal 1985, ogni 8 agosto, anniversario della nascita di Paul Dirac, tra i fondatori della meccanica quantistica e premio Nobel per la Fisica nel 1933. Nell’albo d’oro figurano scienziati che hanno successivamente ricevuto il Nobel o la Medaglia Fields. Il riconoscimento del 2026 sarà consegnato ai quattro vincitori durante una cerimonia all’ICTP di Trieste nel 2027.

Per Sompolinsky arriva appena due anni dopo un altro premio di primissimo piano. Nel 2024 aveva ricevuto il Brain Prize della Lundbeck Foundation, considerato il più importante riconoscimento internazionale dedicato alle neuroscienze, insieme a Larry Abbott della Columbia University e Terrence Sejnowski del Salk Institute. I tre furono premiati per avere contribuito a fondare le neuroscienze computazionali e teoriche e per aver chiarito alcuni dei principi attraverso i quali emergono memoria, percezione, comportamento e cognizione.

La sua biografia personale porta con sé anche una pagina della storia europea. Sompolinsky è nato in Danimarca nel 1949. Suo padre David partecipò, nell’ottobre del 1943, all’operazione con cui la resistenza danese e una vasta rete di cittadini aiutarono migliaia di ebrei a fuggire dall’occupazione nazista attraversando in barca l’Øresund e raggiungendo la Svezia. Una delle più importanti operazioni di salvataggio della Shoah europea.

Oggi il figlio è tra gli scienziati che hanno contribuito maggiormente a mettere in comunicazione discipline che per molto tempo erano rimaste separate. «Ha cambiato radicalmente il modo in cui comprendiamo l’intelligenza, umana e artificiale», ha osservato il presidente dell’Università Ebraica Tamir Sheafer commentando il premio.

È una definizione che coglie bene il senso della Medaglia Dirac assegnata a Sompolinsky. La fisica che studia la materia complessa, nel suo lavoro, è diventata anche uno strumento per interrogare ciò che avviene nel cervello e nei sistemi capaci di apprendere. Ed è proprio lungo quella frontiera, dove oggi si incontrano neuroscienze e intelligenza artificiale, che una parte decisiva della ricerca scientifica dei prossimi anni sta già prendendo forma.