Da questa mattina Gerusalemme ha qualcosa che nessun’altra città israeliana aveva mai avuto: una vera rete di tram, con due linee collegate e la possibilità per i passeggeri di passare dall’una all’altra. La L3 ha iniziato il servizio venerdì 21 agosto tra HaTurim, sulla Jaffa Road, e Malha, nel sud della città, dopo aver ricevuto le autorizzazioni di sicurezza e la licenza d’esercizio del ministero dei Trasporti.
Il nuovo tratto è lungo circa sette chilometri e comprende 13 fermate, dodici delle quali completamente nuove. Attraversa alcuni dei principali poli della capitale, tra cui il campus di Givat Ram dell’Università Ebraica, il quartiere governativo, l’area della stazione ferroviaria Yitzhak Navon, il centro congressi Binyanei HaUma, il complesso sportivo di Malha e lo stadio Teddy.
La novità decisiva si trova però a HaTurim. Qui la L3 incontra la L1, la Linea rossa entrata in servizio nel 2011 e successivamente prolungata fino a collegare Neve Yaakov, nel nord della città, con l’ospedale Hadassah Ein Kerem, a sud-ovest. Per la prima volta in Israele due servizi di metropolitana leggera formano quindi un sistema interconnesso.
L’apertura rappresenta soltanto la prima fase della Linea verde, uno dei maggiori progetti infrastrutturali realizzati a Gerusalemme negli ultimi decenni. Il tracciato completo avrà una lunghezza di circa venti chilometri e dovrà collegare Gilo, nel sud, con l’area dell’Università Ebraica sul monte Scopus, integrandosi in più punti con la rete esistente. Altri servizi utilizzeranno inoltre porzioni comuni dei diversi tracciati, moltiplicando le possibilità di spostamento senza ricorrere all’automobile.
L’avvio della L3 arriva dopo una gestazione molto più lunga del previsto. I lavori della Linea verde hanno accumulato anni di ritardo e alcuni cantieri, soprattutto nelle zone ultraortodosse attraversate dal futuro tracciato, sono stati ripetutamente presi di mira durante le proteste contro il progetto. Danneggiamenti e atti vandalici hanno prodotto costi per centinaia di milioni di shekel e contribuito a rinviare l’apertura di alcuni segmenti.
Il tratto inaugurato oggi è stato quindi scelto anche perché era quello più avanzato. Le prove dei convogli tra HaTurim e Malha erano iniziate all’inizio dell’anno e negli ultimi mesi erano progressivamente scomparse recinzioni e strutture provvisorie lungo il percorso. La fase successiva prevede l’estensione del servizio verso Gilo, mentre il completamento dell’intera Linea verde è atteso nel 2027.
E il progetto non si fermerà lì. Gerusalemme sta costruendo contemporaneamente la Linea blu, destinata a creare un altro grande asse nord-sud tra Ramot e Gilo, con diramazioni verso altre zone della città. Quando i programmi attualmente in costruzione saranno completati, la capitale disporrà di una rete di trasporto su ferro molto più estesa di quella rappresentata per quindici anni dalla sola Linea rossa.
La trasformazione riguarda una città particolarmente difficile per il trasporto pubblico. Gerusalemme supera ormai il milione di abitanti, cresce rapidamente, presenta forti dislivelli e quartieri molto distanti tra loro, mentre ogni intervento sulle strade incontra una densità urbana, archeologica e religiosa difficilmente paragonabile a quella di altre città.
Per questo la giornata di oggi ha un significato che supera i sette chilometri appena entrati in servizio. Nel 2011 Gerusalemme aveva inaugurato il primo tram moderno d’Israele. Quindici anni dopo compie il passaggio successivo: da una linea a una rete.
Per chi sale oggi sulla L3, il cambiamento è molto concreto. Da Malha si può raggiungere HaTurim, cambiare tram e proseguire sulla Linea rossa verso il nord della città oppure verso Ein Kerem. È una normale coincidenza, qualcosa che nelle grandi città europee esiste da decenni. In Israele, da questa mattina, esiste per la prima volta.