Haifa è una città israeliana dalle diverse facce: è il porto più importante del paese, è la sede del prestigioso Politecnico, il Technion, che vanta l’onore di avere tre premi Nobel, tutti in Chimica. L’università locale si fregia del fatto che il rettore, anzi rettrice, è la professoressa Mouna Maroun, cittadina araba. L’ospedale della città, il Rambam, è uno dei migliori del paese e famoso a livello internazionale. Con tutta la considerazione verso i traguardi raggiunti da Haifa, un aspetto particolare la rende unica al mondo.
Haifa è anche il centro direzionale del mondo baha’i, mentre Akko è il centro spirituale mondiale, essendo sepolto lì Baha’u’llah. I due siti, Akko e Haifa, sono considerati patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.Il visitatore resta stupefatto di fronte a un gioiello paesaggistico particolare e mi riferisco al tempio baha’i e ai giardini circostanti. Dalla cima del Monte Carmelo, alto 546 metri, scende un prato di un verde sgargiante, ornato da alberi, bossi e fiori. Sia dall’alto sia dal basso, lo spettatore resta incantato.
Ma chi sono i baha’i? Sono una religione monoteistica indipendente nata in Iran nella prima metà del XIX secolo, fondata su principi di unità, pace universale e rivelazione progressiva. Il fondatore, avendo rotto con l’Islam, venne condannato alla pena capitale in Persia (odierno Iran) nel 1850. Il suo successore, Mirza Husayn-Ali, detto Baha’u’llah (Gloria di Dio), fu esiliato a causa della sua fede, imprigionato per 40 anni dalle autorità persiane e poi ottomane, passando per Baghdad, Istanbul e infine Acri (in Israele), dove morì nel 1892. *
I principi fondanti della religione baha’i sono almeno cinque: la rivelazione progressiva: le religioni sono una tappa di educazione divina e ogni Messaggero insegna conformemente al suo tempo; l’unità: i baha’i sostengono l’unicità di Dio, l’unità delle religioni e l’unità del genere umano; l’amministrazione: la comunità non ha clero, ma si autogoverna attraverso consigli eletti a livello locale, nazionale e internazionale; l’armonia tra scienza e religione e la parità di genere.
Non è certo questa la sede per un trattato su questa religione, vale però la pena ricordare alcuni dati essenziali. Il popolo baha’i conta nel mondo circa sette milioni di aderenti e, molto tristemente, è fuori legge in Iran; i suoi fedeli, se scoperti, rischiano la vita. Sono un popolo di perseguitati, ma hanno scelto di stabilire il proprio centro in un Paese popolato da perseguitati storici, il popolo ebraico. Gli ebrei sono nel mondo circa quindici milioni. Rispetto a otto miliardi della popolazione mondiale, sia gli ebrei sia i baha’i sono due minoranze apparentemente insignificanti. Ma come si dice in inglese: “the difference between big and great”, la differenza tra grosso e grande.
Sia il popolo ebraico sia quello baha’i sono in attesa degli sviluppi della storia. Forse un giorno saranno protagonisti di una rinnovata amicizia tra persiani ed ebrei, come ai tempi di Ciro il Grande nel 538 a.e.v.