Avevamo già parlato di Alexander Díaz Rodríguez, il detenuto politico rilasciato in condizioni fisiche estreme dopo anni di carcere segnati da grave deterioramento fisico e malnutrizione. Questa settimana Prisoners Defenders pubblica un nuovo rapporto che amplia e sistematizza quel quadro, presentando quello che definisce non un insieme di casi isolati ma una pratica strutturale e continuativa di privazione alimentare e sanitaria nelle carceri cubane.
Il documento si basa su fotografie, testimonianze dirette e materiale documentale proveniente da diverse prigioni dell’isola, con immagini indicate come esempi rappresentativi di un modello ricorrente: razioni estremamente insufficienti, condizioni igieniche degradate, infestazioni di insetti e assenza di cure mediche adeguate. L’obiettivo è quello di documentare un sistema che produce nel tempo effetti fisici, clinici e umani di grande gravità.
Tra i casi citati viene richiamato il percorso di un detenuto politico liberato nel 2026 dopo una lunga detenzione. Al momento della scarcerazione presentava un grave deperimento fisico, anemia severa, malnutrizione avanzata ed epatite B, in assenza di trattamento oncologico e di adeguata assistenza. L’organizzazione precisa che non intende stabilire una causalità medica diretta e automatica tra carcere e singole patologie, ma utilizza il caso per evidenziare un modello ricorrente di peggioramento progressivo della salute legato alla combinazione di malnutrizione, insalubrità e carenza di cure, soprattutto nei detenuti politici.
Il rapporto entra poi nel dettaglio della dieta carceraria stimata: una colazione con 45-60 grammi di pane e tè non zuccherato, seguita da due pasti con meno di 30 grammi di riso cotto, circa 50 grammi di zuppa diluita e una preparazione semiliquida non meglio identificata. L’apporto complessivo viene stimato tra 250 e 353 kcal al giorno, a fronte di un fabbisogno medio di circa 2.550 kcal per un adulto sedentario e di una soglia minima umanitaria di circa 2.100 kcal. Anche adottando criteri prudenziali, il deficit resta estremo, con una copertura energetica stimata appena tra il 10% e il 14% del fabbisogno.
A questo si aggiunge una grave carenza di nutrienti essenziali: livelli quasi nulli di vitamina C e vitamina A, forte insufficienza di proteine, ferro, calcio e vitamine del gruppo B. Il quadro descritto è compatibile con una malnutrizione energetico-proteica severa e pluricarenziale, che nel tempo porta a perdita di massa muscolare, immunodepressione, anemia, danni neurologici e vulnerabilità estrema alle infezioni. Il corpo, in queste condizioni, entra in un processo di consumo delle proprie riserve con deterioramento progressivo e sistemico.
Il rapporto segnala inoltre la presenza diffusa di infestazioni di cimici dei letti nei letti, nei materassi, nelle superfici in legno e nelle celle. Le organizzazioni consultate indicano che le cimici dei letti non sono considerate vettori efficienti per la trasmissione di malattie. Tuttavia, ciò non riduce i gravi rischi per la salute derivanti da un’esposizione prolungata a questi insetti.
Le continue punture causano prurito, insonnia, lesioni cutanee, piaghe da grattamento, infezioni batteriche secondarie e disagio psicologico. In casi di infestazioni massicce e prolungate, è stata segnalata una grave anemia da carenza di ferro associata alle cimici dei letti. In una persona già malnutrita, anemica, debilitata e priva di cure mediche adeguate, queste infestazioni non sono un fattore secondario: intensificano il deterioramento generale, ostacolano il recupero fisico e mentale, peggiorano le lesioni cutanee e aumentano la vulnerabilità alle infezioni.
Il quadro complessivo viene inserito in una dimensione strutturale: circa 90.000 detenuti, pari a circa l’1% della popolazione. All’interno di questo sistema vengono identificati 447 detenuti politici con patologie gravi, 47 con disturbi mentali non curati e almeno 34 casi considerati un’emergenza umanitaria immediata, suddivisi tra malati gravi a rischio vita, minorenni detenuti in carceri di massima sicurezza, madri separate dai figli e detenuti con disturbi psichiatrici incompatibili con la detenzione.
Eppure, in Italia ai diplomatici del regime cubano vengono donate corone d’alloro.