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Gran Bretagna, un medico ebreo denuncia l’antisemitismo negli ospedali

«Alcuni colleghi mi hanno detto che non curerebbero un israeliano in fin di vita». Le rivelazioni di un medico londinese provocano indignazione e spingono il governo britannico a ordinare una revisione urgente del sistema sanitario

Alessandro Carmi

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Gran Bretagna, un medico ebreo denuncia l’antisemitismo negli ospedali

L’idea che un medico possa rifiutarsi di curare un paziente per la sua nazionalità o per la sua identità ebraica colpisce uno dei principi fondamentali della professione medica. Eppure è proprio questo che un medico ebreo britannico sostiene di aver ascoltato da alcuni colleghi all’interno del sistema sanitario del Regno Unito. Le sue dichiarazioni, raccolte dall’emittente ITV, hanno suscitato forte preoccupazione e spinto il governo britannico a intervenire pubblicamente.

Il medico, identificato con lo pseudonimo di Baruch per ragioni di sicurezza, lavora in un ospedale londinese e afferma di avere assistito negli ultimi mesi a un deterioramento del clima nei confronti degli ebrei, sia all’interno del sistema sanitario sia nella società britannica più in generale. L’episodio più grave riguarda alcuni commenti che avrebbe sentito da colleghi medici.

«Se qualcuno stava morendo al pronto soccorso ed era israeliano, c’erano medici che mi dicevano che non lo avrebbero curato», ha raccontato. «Lo trovo vergognoso».

Si tratta di accuse estremamente serie, che toccano il cuore dell’etica professionale. Il principio secondo cui ogni paziente debba ricevere assistenza indipendentemente dalla sua origine, religione, nazionalità o orientamento politico rappresenta infatti uno dei pilastri della medicina moderna. Per questo motivo le dichiarazioni di Baruch hanno provocato una reazione immediata da parte delle autorità britanniche.
Secondo il medico, il problema non si limita però alle conversazioni private. Egli sostiene di avere osservato casi nei quali pazienti ebrei ricoverati non ricevevano pasti kosher adeguati e racconta di aver subito personalmente insulti e intimidazioni per strada. Tra gli episodi citati vi sono slogan come «torna da dove sei venuto» e persino minacce di aggressione con l’acido.

Baruch vive con la moglie Daniela e i figli a Golders Green, quartiere londinese storicamente associato alla comunità ebraica britannica. La famiglia sta preparando il trasferimento in Israele, una decisione che, secondo quanto dichiarato, deriva anche dal crescente senso di insicurezza percepito nel Regno Unito.

«Non avrei mai pensato di avere paura di indossare una kippah a Londra», ha spiegato. «Sono cresciuto qui e non avrei mai immaginato di dovermi porre questo problema».

La vicenda assume un valore simbolico particolare perché la famiglia di Baruch vive in Gran Bretagna da quasi quattro secoli. Gli ebrei furono riammessi ufficialmente nel Paese durante il XVII secolo, dopo secoli di espulsione, e molte famiglie ebraiche britanniche considerano il Regno Unito la propria patria da generazioni.

«Probabilmente sarò l’ultimo della mia famiglia a lasciare questo Paese», ha detto il medico. «I miei genitori e le mie cinque sorelle vivono già in Israele. È triste pensare che una famiglia presente qui da quasi quattrocento anni senta oggi il bisogno di andarsene».
Anche la moglie Daniela descrive un clima profondamente cambiato. Secondo il suo racconto, amici e parenti in Israele si mostrano spesso più preoccupati per la loro sicurezza in Gran Bretagna che per quella di chi vive in Medio Oriente. Una situazione che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata paradossale.

Le dichiarazioni di Baruch arrivano mentre le statistiche sull’antisemitismo nel Regno Unito continuano a registrare livelli record. Diverse organizzazioni ebraiche britanniche hanno documentato un forte aumento degli episodi antisemiti dopo il 7 ottobre 2023. Aggressioni verbali, vandalismi, minacce e intimidazioni sono diventati una preoccupazione costante per molte comunità ebraiche del Paese.

Il ministero della Salute e dell’Assistenza sociale ha definito le segnalazioni «scioccanti» e ha sottolineato che nessuno dovrebbe sentirsi insicuro nel lavorare o nel ricevere cure all’interno del Servizio sanitario nazionale. Il governo ha inoltre annunciato una revisione urgente dell’antisemitismo e di altre forme di razzismo nel sistema sanitario britannico. L’indagine sarà guidata da Lord Mann, consigliere indipendente del governo per l’antisemitismo.

Le accuse formulate da Baruch dovranno naturalmente essere approfondite e verificate. Tuttavia il fatto che un medico ebreo scelga di lasciare il Paese in cui la sua famiglia vive da secoli, citando l’antisemitismo come una delle ragioni principali della sua decisione, rappresenta già di per sé un segnale che molti osservatori considerano allarmante. Per una nazione che ha sempre rivendicato la propria tradizione di tolleranza e pluralismo, la semplice possibilità che l’identità ebraica possa influenzare il trattamento di un paziente costituisce una questione che va ben oltre il singolo episodio e investe direttamente la credibilità delle istituzioni.