Tre produzioni che raccontano Israele, Gaza e la Cisgiordania sono entrate nelle nomination agli International Emmy Awards 2026. Nessuna di esse è israeliana. La lista annunciata dall’International Academy of Television Arts & Sciences comprende invece un’inchiesta britannica costruita sulle testimonianze di soldati israeliani, un documentario di Louis Theroux sui coloni in Cisgiordania e un servizio di Al Jazeera dedicato ai dispersi nella Striscia. Un quadro che, dopo le polemiche suscitate alla Mostra di Venezia da NAZA, riapre inevitabilmente in Israele la discussione su come la guerra venga raccontata e premiata fuori dal Paese.
Il titolo destinato a suscitare le reazioni più forti è Breaking Ranks: Inside Israel’s War, prodotto da Zandland per ITV1 e candidato nella categoria Current Affairs. Diretto da Benjamin Zand e trasmesso nel Regno Unito nel novembre 2025, il film raccoglie le testimonianze di coscritti, riservisti e veterani delle Forze di difesa israeliane che hanno combattuto a Gaza. Alcuni compaiono con il proprio nome, altri in forma anonima.
Le accuse contenute nel documentario sono gravissime. I militari intervistati parlano di bombardamenti indiscriminati, uccisioni di civili e impiego di palestinesi come scudi umani. Sono testimonianze che il film presenta come elementi di una più ampia indagine sulla condotta dell’esercito durante la guerra seguita al massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023. Le IDF hanno respinto la rappresentazione di un esercito privo di regole, ribadendo di operare nel rispetto del diritto internazionale, di vietare l’uso di civili come scudi umani e di sottoporre a verifica le denunce di comportamenti illeciti.
Breaking Ranks aveva già ottenuto una forte attenzione nel Regno Unito. Nel 2026 è stato candidato ai BAFTA Television Awards e ai premi della Royal Television Society; ora arriva la candidatura agli International Emmy, uno dei riconoscimenti televisivi più prestigiosi per le produzioni realizzate fuori dagli Stati Uniti.
Nella categoria Documentary compare invece Louis Theroux: The Settlers, prodotto da Mindhouse. Il documentarista britannico torna in Cisgiordania, dove aveva già lavorato anni fa, e incontra esponenti del movimento dei coloni israeliani, seguendone idee, attività e progetti di espansione degli insediamenti. Anche in questo caso Israele viene osservato dall’esterno e attraverso uno dei nodi più controversi del conflitto israelo-palestinese.
A completare il quadro c’è Missing in Gaza, realizzato da Al Jazeera e candidato nella categoria News. Il servizio della rete qatariota è dedicato alla ricerca delle persone scomparse nella Striscia. Il Qatar figura tra i 22 Paesi rappresentati nelle nomination di quest’anno.
L’International Academy ha selezionato complessivamente 64 programmi e interpretazioni, distribuiti in 16 categorie. I vincitori saranno annunciati il 23 novembre a New York. Nell’elenco ufficiale non compare alcuna produzione israeliana, un’assenza che risalta anche alla luce dei risultati degli anni precedenti. Nel 2025 Bad Boy era stata candidata come miglior serie drammatica; Tehran aveva vinto nella stessa categoria nel 2021 e Nevsu aveva conquistato l’International Emmy per la commedia nel 2018.
Le candidature del 2026 confermano così una tendenza ormai evidente nel circuito internazionale dei festival e dei premi televisivi. Israele continua a essere molto presente sugli schermi, mentre le produzioni israeliane quest’anno scompaiono dalla competizione. Al loro posto avanzano opere straniere che concentrano l’attenzione sulla condotta dell’esercito a Gaza, sugli insediamenti in Cisgiordania e sulle conseguenze della guerra per la popolazione palestinese.
Dopo le polemiche che hanno accompagnato NAZA a Venezia, la questione è destinata quindi a ripresentarsi. Il 23 novembre sapremo quali di questi titoli saranno premiati. Intanto le nomination dicono già qualcosa sul modo in cui una parte importante dell’industria culturale internazionale ha scelto, nel 2026, di mettere Israele davanti alla macchina da presa.