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Gaza, catturato il capo del controspionaggio di Hamas

Moein al-Arabid è stato portato ferito in Israele dopo un’operazione a Gaza City condotta da miliziani palestinesi con copertura aerea israeliana

Rosa Davanzo

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Gaza, catturato il capo del controspionaggio di Hamas
Iimmagine generata con AI

Moein al-Arabid, indicato da fonti israeliane come uno dei responsabili dell’apparato di sicurezza interna di Hamas a Gaza City, è stato catturato martedì nel cuore della Striscia e trasferito ferito in Israele. L’operazione, durata alcune ore e accompagnata da pesanti attacchi aerei israeliani, assume un significato che supera la cattura di un singolo dirigente dell’organizzazione: secondo le prime ricostruzioni, sul terreno avrebbero agito miliziani palestinesi sostenuti da Israele, mentre l’IDF avrebbe fornito la copertura necessaria per consentire loro di completare la missione e ritirarsi.

Il ministro della Difesa Israel Katz ha confermato la cattura di un esponente di primo piano di Hamas senza inizialmente identificarlo. Successivamente fonti israeliane hanno indicato il prigioniero in al-Arabid, responsabile di attività di controspionaggio e intelligence all’interno dell’apparato di sicurezza di Hamas. Si tratta di una struttura particolarmente importante per il controllo della popolazione della Striscia, incaricata fra l’altro di individuare sospetti collaboratori di Israele, contrastare infiltrazioni e proteggere l’organizzazione da operazioni clandestine.

La dinamica precisa resta in parte controversa. Secondo fonti israeliane, l’azione sarebbe stata compiuta da milizie palestinesi operanti sotto il coordinamento del Comando meridionale. Altre ricostruzioni palestinesi hanno parlato invece di una forza speciale israeliana infiltratasi nella zona occidentale di Gaza City. Hamas sostiene che il gruppo sia stato scoperto durante l’operazione e che ne sia seguito un violento scontro a fuoco. Israele non ha confermato la presenza di propri soldati sul terreno.

Su un punto le diverse versioni convergono. Quando gli uomini impegnati nella cattura si sono trovati sotto minaccia, l’aviazione israeliana è intervenuta con una serie di attacchi per proteggerli. Testimoni citati da Reuters hanno riferito di almeno dodici missili esplosi nell’area di al-Katiba, nella parte occidentale di Gaza City, dove si trovano numerose famiglie sfollate. Fonti sanitarie palestinesi hanno riferito di vittime civili, fra cui bambini. Israele ha dichiarato di avere colpito obiettivi destinati a eliminare minacce contro le forze di sicurezza.

Anche sull’identità e sul grado dell’uomo catturato esistono versioni contrastanti. Una fonte palestinese citata da Al Jazeera ha negato che si tratti del direttore dell’intero apparato di sicurezza interna, descrivendolo come un ufficiale di livello inferiore. Secondo la stessa fonte, la moglie dell’uomo sarebbe rimasta uccisa nell’attacco contro la sua abitazione. Le autorità israeliane attribuiscono invece ad al-Arabid un ruolo di primo piano nella sicurezza preventiva e nell’intelligence di Hamas.

Il valore dell’operazione dipenderà anche dalle informazioni che il prigioniero sarà eventualmente in grado di fornire. Un dirigente inserito nell’apparato incaricato di proteggere Hamas dalle infiltrazioni può conoscere reti clandestine, sistemi di comunicazione, procedure di sicurezza, identità di funzionari e meccanismi utilizzati dall’organizzazione per mantenere il controllo sulla popolazione. Per Hamas, che sta cercando di ricostruire le proprie strutture di governo nella Striscia, la cattura rappresenta quindi un colpo particolarmente delicato.

L’altro elemento riguarda il crescente ruolo delle milizie palestinesi ostili ad Hamas. Il loro impiego per un’operazione nel centro di Gaza City, qualora la ricostruzione israeliana fosse confermata in tutti i dettagli, mostrerebbe una capacità operativa assai più avanzata rispetto alla semplice difesa delle aree sotto controllo israeliano. Israele potrebbe disporre così di forze locali capaci di raccogliere informazioni, infiltrarsi nei territori controllati da Hamas e raggiungere direttamente i suoi uomini.

L’episodio rischia però di aumentare le tensioni intorno al fragile cessate il fuoco. La cosiddetta Board of Peace per Gaza sta esaminando quanto accaduto e nei giorni scorsi il suo direttore generale Nikolay Mladenov aveva già criticato le operazioni israeliane suscettibili, a suo giudizio, di compromettere il processo di stabilizzazione e disarmo.

Gerusalemme ha tuttavia chiarito più volte agli Stati Uniti che continuerà a perseguire gli uomini di Hamas considerati responsabili del 7 ottobre e a intervenire contro minacce giudicate concrete. Katz lo ha ribadito dopo la cattura di al-Arabid: Israele intende cercare i terroristi di Hamas, neutralizzarli e distruggerne le infrastrutture senza aspettare che tornino a colpire. L’operazione di Gaza City suggerisce che questa strategia stia entrando in una fase nuova, nella quale la pressione su Hamas può arrivare anche dall’interno della stessa società palestinese.