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Fratello, moglie e partito: le inchieste che mettono sotto pressione Pedro Sánchez

Dal processo che coinvolge David Sánchez alle accuse rivolte a Begoña Gómez e ad alcuni dirigenti socialisti, si allunga l’ombra giudiziaria sul governo spagnolo e sul mito del “modello Sánchez”

Costantino Pistilli

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David Sanchez

Grossi guai per Pedro Sánchez: a Badajoz è in corso un procedimento che coinvolge il fratello del premier, David Sánchez, accusato insieme ad altri dieci imputati di aver beneficiato di un incarico pubblico che, secondo l’accusa, sarebbe stato costruito su misura, mentre un messaggio WhatsApp avrebbe anticipato ad alcuni candidati l’esito della procedura di selezione.

Il caso riguarda una nomina presso la Diputación provinciale tra il 2016 e il 2017 che, secondo la pubblica accusa, sarebbe stata modellata sulle competenze musicali del principale beneficiario, configurando ipotesi di prevaricazione amministrativa e traffico di influenze. Sarà naturalmente il tribunale a stabilire eventuali responsabilità. Tra gli elementi emersi nel procedimento figura anche la recente decisione della Audiencia di Badajoz di dichiarare prescritto uno dei reati inizialmente contestati, circostanza che ne impedisce il giudizio nel merito per decorrenza dei termini.

Uno degli aspetti più sorprendenti emersi nel procedimento riguarda la rapidità con cui una laurea musicale ottenuta in Russia da David Sánchez sarebbe stata riconosciuta dalle autorità spagnole: appena sei giorni, secondo la documentazione prodotta nel processo. Un tempo record se confrontato con i mesi normalmente richiesti per la convalida dei titoli extra-UE. Il titolo proveniva dal Conservatorio Rimsky-Korsakov di San Pietroburgo, storica accademia musicale russa presso la quale David Sánchez aveva studiato direzione d’orchestra e composizione.Ancora più sorprendente è che quelle stesse qualifiche risultassero perfettamente compatibili con il profilo richiesto dal posto successivamente ottenuto dal fratello del premier.

Non è tutto. Nel corso del procedimento sono emerse testimonianze secondo cui alcuni candidati sarebbero stati informati in anticipo che il posto era destinato al fratello di Pedro Sánchez. Una direttrice d’orchestra che partecipò alla selezione ha dichiarato davanti al tribunale di aver ricevuto, il giorno prima del colloquio, un messaggio WhatsApp nel quale le veniva comunicato che l’incarico era già destinato al fratello del leader socialista. La stessa testimone ha raccontato di aver valutato di rinunciare alla selezione, convinta che l’esito fosse già deciso.

A ciò si aggiungono altri elementi contestati dall’accusa: la creazione di un profilo professionale che sarebbe coinciso quasi perfettamente con il curriculum di David Sánchez e la successiva modifica dei requisiti del bando. L’accusa sostiene che il concorso sarebbe servito soltanto a conferire una veste formale a una decisione già presa. Saranno i giudici a stabilire se queste contestazioni siano fondate, ma il semplice fatto che un fratello del capo del governo sia oggi sotto processo per traffico di influenze e prevaricazione amministrativa dovrebbe quanto meno invitare alla prudenza chi continua a presentare Sánchez come un modello incontestabile.

E il caso David Sánchez non è affatto l’unica ombra che accompagna il governo socialista. Nell’aprile 2026 il giudice istruttore Juan Carlos Peinado ha disposto il rinvio a giudizio della moglie del premier, Begoña Gómez, ipotizzando i reati di traffico di influenze, corruzione negli affari, malversazione e appropriazione indebita nell’ambito delle attività svolte presso l’Università Complutense di Madrid e dei rapporti con alcuni imprenditori coinvolti nei progetti accademici da lei promossi. La Procura continua tuttavia a sostenere l’assenza di prove sufficienti e chiede l’assoluzione, motivo per cui sarà il processo a chiarire definitivamente la vicenda.

Nel frattempo, anche altri esponenti dell’orbita socialista sono finiti nel mirino della magistratura. Tra questi figurano l’ex ministro José Luis Ábalos, coinvolto nel cosiddetto “caso Koldo”, e l’ex numero tre del PSOE Santos Cerdán, oltre ad altre figure politiche chiamate a rispondere di accuse legate alla gestione del potere e dei rapporti con imprese e appalti pubblici. Si tratta di vicende differenti e con livelli di responsabilità tutti da accertare, ma che contribuiscono a incrinare l’immagine di integrità che una parte della sinistra europea continua a costruire attorno al “modello Sánchez”.Per il momento, le domande aumentano più rapidamente delle risposte. E la magistratura spagnola sembra destinata a svolgere un ruolo sempre più centrale nel definire il futuro politico del premier socialista.