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Enthoven e Bussigny premiati dalla LICRA per la lotta contro l’antisemitismo

Il filosofo e la giornalista ricevono il Premio Jean Pierre-Bloch mentre la Francia affronta il più grave aumento di atti antisemiti degli ultimi decenni

Daniele Scalise

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Enthoven e Bussigny premiati dalla LICRA per la lotta contro l’antisemitismo

La LICRA ha assegnato il Premio Jean Pierre-Bloch a Raphaël Enthoven e Nora Bussigny, due delle voci che negli ultimi anni hanno denunciato con maggiore continuità la crescita dell’antisemitismo in Francia e in Europa. Il riconoscimento arriva in un momento particolarmente delicato, segnato da un’impennata degli episodi antiebraici che le stesse autorità francesi considerano senza precedenti dalla fine della Seconda guerra mondiale.

La cerimonia si è svolta a Parigi alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo culturale e della società civile. Tra gli ospiti figurava anche Laurent Nuñez, prefetto di polizia di Parigi, una delle personalità più impegnate nella gestione dell’emergenza sicurezza che ha investito la Francia dopo il 7 ottobre 2023.

La scelta della LICRA, la storica Ligue internationale contre le racisme et l’antisémitisme fondata nel 1927, assume un significato che va oltre il semplice omaggio personale. Enthoven e Bussigny appartengono infatti a quella parte dell’intellettualità francese che ha deciso di affrontare apertamente un tema diventato sempre più divisivo nello spazio pubblico europeo.

Filosofo, saggista e commentatore tra i più conosciuti del panorama francese, Raphaël Enthoven ha dedicato gran parte dei suoi interventi pubblici degli ultimi anni all’analisi delle nuove forme dell’odio antiebraico. In numerose conferenze, articoli e trasmissioni radiofoniche ha sostenuto che una parte dell’antisemitismo contemporaneo si esprima oggi attraverso forme radicalizzate di antisionismo, soprattutto dopo il massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023 e la successiva guerra a Gaza.

Nel discorso pronunciato durante la cerimonia, Enthoven ha parlato per circa mezz’ora di fronte alla platea, descrivendo un clima culturale nel quale l’ostilità verso gli ebrei tende sempre più spesso a mascherarsi dietro linguaggi politici apparentemente rispettabili. Secondo il filosofo, l’antisemitismo contemporaneo ha raggiunto livelli di virulenza che impongono una mobilitazione intellettuale e civile particolarmente intensa.

Accanto a lui è stata premiata Nora Bussigny, giornalista investigativa che negli ultimi anni si è affermata come una delle osservatrici più attente dei movimenti radicali e delle nuove forme di antisemitismo presenti nella società francese. Il suo nome è diventato noto soprattutto grazie al libro Les nouveaux antisémites, un’inchiesta che ha suscitato un ampio dibattito in Francia per il rigore della documentazione e per la volontà di affrontare un tema spesso trattato con prudenza o reticenza e che uscirà a fine settembre anche in Italia con Seferottobre, la casa editrice dell’Associazione Setteottobre.

Per Bussigny il premio rappresenta anche un riconoscimento personale particolarmente significativo. Negli ultimi anni la giornalista è stata oggetto di campagne di intimidazione e di minacce a causa delle sue inchieste. Ciononostante ha continuato a lavorare su fenomeni che molti osservatori considerano centrali per comprendere l’evoluzione dell’odio antiebraico nelle società occidentali.

La scelta di premiare insieme un filosofo e una giornalista riflette la volontà della LICRA di sottolineare il ruolo complementare del pensiero e dell’informazione nella difesa dello spazio democratico. Da una parte l’analisi delle idee, dei linguaggi e dei meccanismi culturali che alimentano i pregiudizi; dall’altra il lavoro sul campo, l’inchiesta e la verifica dei fatti.

Il riconoscimento assume inoltre un significato particolare alla luce dei dati diffusi dal ministero dell’Interno francese. Dopo il 7 ottobre la Francia ha registrato un aumento impressionante degli atti antisemiti, con numeri che hanno spinto il governo e le organizzazioni ebraiche a parlare apertamente di una crisi nazionale.

In questo contesto il Premio Jean Pierre-Bloch diventa qualcosa di più di una celebrazione individuale. Rappresenta la scelta di valorizzare chi continua a parlare di antisemitismo anche quando il tema provoca polemiche, ostilità e isolamento. Ed è probabilmente questo il messaggio più forte della serata parigina: la battaglia contro il pregiudizio resta una responsabilità che riguarda l’intera società e richiede, oggi più che mai, il coraggio di chiamare le cose con il loro nome.