Mancano soltanto gli ultimi accertamenti medici richiesti dalle autorità sportive italiane, poi Anan Khalaili diventerà ufficialmente un giocatore dell’Inter. Se l’operazione sarà completata come previsto, il club nerazzurro verserà all’Union Saint-Gilloise circa 25 milioni di euro, una cifra destinata a trasformare il ventunenne israeliano nel calciatore del suo Paese più costoso di sempre.
Per il calcio israeliano si tratta di un passaggio simbolico oltre che sportivo. Da anni diversi giocatori sono riusciti ad affermarsi nei principali campionati europei, ma raramente uno di loro è arrivato in una delle società più prestigiose del continente con aspettative così elevate e con una valutazione economica di questo livello.
La crescita di Khalaili è stata rapidissima. Fino a tre anni fa cercava ancora di ritagliarsi uno spazio nella prima squadra del Maccabi Haifa. Oggi è considerato uno dei prospetti più interessanti del panorama europeo, grazie a una combinazione di velocità, intensità atletica e duttilità tattica che ha attirato l’attenzione di numerosi osservatori.
La sua esplosione è coincisa con l’estate del 2023, quando Israele sorprese il mondo raggiungendo il terzo posto al Mondiale Under 20 disputato in Argentina. Khalaili fu uno dei protagonisti assoluti della competizione, segnando il gol decisivo contro l’Uzbekistan negli ottavi di finale, andando ancora in rete nello storico successo contro il Brasile e contribuendo anche alla vittoria sulla Corea del Sud nella finale per il terzo posto. Quelle prestazioni gli aprirono definitivamente le porte del grande calcio.
Anche il percorso personale racconta molto del carattere del giocatore. Nato e cresciuto ad Haifa, aveva iniziato il proprio cammino nelle giovanili del Beitar Haifa prima di approdare al Maccabi. Quando sembrava destinato a perdere terreno rispetto ai coetanei, il padre Majdi, preparatore atletico, scelse di trasferirlo temporaneamente al Neve Yosef, dove poté giocare con continuità e lavorare intensamente sulla preparazione fisica. Dopo una sola stagione il Maccabi lo richiamò, trovando un calciatore profondamente cambiato.
Inizialmente impiegato come terzino destro, Khalaili è stato progressivamente avanzato sulla fascia fino a diventare un esterno offensivo capace di coprire l’intera corsia. Il cambio di ruolo ha valorizzato le sue qualità migliori, dalla progressione palla al piede alla capacità di saltare l’uomo, senza perdere la disponibilità al sacrificio in fase difensiva.
La stagione disputata con il Maccabi Haifa convinse l’Union Saint-Gilloise a investire circa 7,5 milioni di euro nell’estate del 2024. In Belgio l’adattamento richiese qualche mese, ma una volta conquistata la fiducia dell’allenatore Khalaili è diventato uno degli elementi più continui della squadra campione, attirando l’interesse di numerosi club. Tra questi si era mosso anche il Napoli, ma l’Inter ha accelerato la trattativa individuando nell’israeliano il profilo ideale per rafforzare la fascia destra dopo la partenza di Denzel Dumfries.
Il club milanese vede in lui un giocatore moderno, capace di interpretare più ruoli e di inserirsi in un sistema che richiede continui cambi di ritmo e grande disponibilità al lavoro senza palla. Qualità che, unite all’età e agli ampi margini di crescita, hanno convinto la dirigenza a sostenere un investimento tanto importante.
Per Khalaili inizia ora la prova più difficile. La Serie A rappresenta uno dei campionati tatticamente più complessi d’Europa e il peso di un trasferimento da record comporterà inevitabilmente aspettative elevate. Chi lo conosce, però, sostiene che proprio la forza mentale sia una delle sue caratteristiche più preziose. È la qualità che lo ha accompagnato fin dagli anni delle giovanili e che oggi lo porta a giocarsi un posto in una squadra che ogni stagione punta allo scudetto e alla Champions League.
Se riuscirà a confermare quanto mostrato finora, il suo approdo all’Inter potrebbe diventare molto più di un successo individuale. Potrebbe rappresentare la dimostrazione che il movimento calcistico israeliano è ormai in grado di formare giocatori capaci di imporsi stabilmente ai massimi livelli del calcio europeo.
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