Sono due ragazzi accomunati dall’essere finiti, separatamente, sulle cronache dei giornali, in tv, sui social. Uno è ebreo, si chiama Eitan Bondì ed ha 21 anni, l’altro è musulmano, si chiama Salim El Koudri e di anni ne ha 31. Entrambi sono protagonisti di due attentati. Ma oltre a questa similitudine, va sottolineato il pesante doppiopesismo con cui sono stati trattati dai media. Un modo di comunicare che fa riflettere, specie se sommato ad un ulteriore elemento che unisce Eitan e Salim: sono entrambi cittadini italiani. Cosa che per uno è stata dirimente e per l’altro neanche considerata.
Un po’ di cronaca. Il 25 aprile di quest’anno, mentre infuria la polemica sulla presenza della Brigata Ebraica nei cortei partigiani, qualcuno spara con una pistola ad aria compressa contro due esponenti dell’Anpi, colpendoli e provocando lievi ferite. Il clamore è enorme, le dichiarazioni dei più sulla violenza fascista finiscono nelle prime pagine accanto alla notizia, a volte data con malcelato piacere, della cacciata della Brigata Ebraica dal corteo milanese. Grazie alle telecamere di sorveglianza il responsabile viene individuato, arrestato e portato rapidamente in carcere.
Si chiama Eitan Bondì, è nella prima gioventù ed appare subito confuso. È ebreo e afferma di appartenere alla Brigata Ebraica la quale, a stretto giro, smentisce. Non lo ha mai visto né conosciuto ma la dichiarazione viene accolta con diffidenza e non del tutto creduta. Ne esce un putiferio. Le parole dello smarrito Eitan vengono prese per oro colato dai media. È italiano ma forse non troppo perché soprattutto è ebreo. Ovvio che voglia uccidere i veri partigiani con quello che i suoi sodali stanno facendo a Gaza.
Gad Lerner batte rapidamente un post in cui denuncia le violenze delle bande ebraiche integraliste che scatenano la paura in tutto il paese. Niente di strano che Eitan abbia sparato sui partigiani. Il giornale Repubblica scova subito un grave precedente criminale del ragazzo che è stato sanzionato per avere appeso un manifesto senza autorizzazione all’università La Sapienza. Inaudito!
In più, carico da undici, il quotidiano aggiunge che Fabio Bondì, padre di Eitan, è stato condannato per una rapina a sfondo razziale. Il che spiega tutto: tale padre, tale figlio. Il giovane è chiaramente un delinquente fatto e finito, un genocida, uno stragista, un sionista e chi più ne ha più ne metta. Dopo qualche giorno, un magistrato con gli occhi per vedere derubrica il tentato omicidio di Bondì in tentate lesioni pluriaggravate, anche perché l’arma utilizzata era una pistola ad aria compressa, e lo mette ai domiciliari. Inoltre, si apprende che il ragazzo fa mille lavoretti per aiutare la madre rimasta sola. Né lui né la madre vedono il padre da anni. Eitan, nell’opinione comune molto più ebreo che italiano, scompare dalle cronache.
E andiamo a El Koudri. Il 16 maggio di quest’anno, un’auto piomba ad alta velocità su alcune persone che passeggiano tranquillamente sulla via Emilia fino a schiantarsi contro un muro.
Le immagini delle telecamere riprendono tutto. I passanti volano per aria come birilli, in Italia non si era mai visto nulla di simile. Il giovane alla guida, non potendo andare oltre, si ferma e scappa inseguito da tre persone che riescono a fermarlo pur rimediando alcune coltellate. Due sono egiziani, padre e figlio, e questo sarà raccontato in tutte le maniere a riprova dell’accoglienza della città. Perché si strumentalizza anche il coraggio di due bravissime persone.
L’episodio ricorda da vicino molti attentati islamici avvenuti a Nizza o in Germania. Ma non è così. Il sindaco di Modena si sbraccia a dichiarare che l’attentatore non è marocchino come i suoi genitori, persone tranquille e bene integrate, ma un italiano di seconda generazione. Italianissimo mentre Bondì è stato subito identificato come ebreo. In più, gli inquirenti trovano subito che El Koudri soffre da anni di schizofrenia ma ha abbandonato le cure. Perché tutto è meglio di un attentato, anche la follia di un poveretto malcurato.
Attorno è un tripudio di integrazione, brillanti servizi sociali, affermazioni di amicizia verso la comunità marocchina della città. Insomma, islamico è bello. Ebreo, beh non siamo antisemiti ma…
Intanto due persone hanno perso entrambe le gambe e altre otto persone sono ricoverate negli ospedali dell’Emilia-Romagna. Il magistrato accuserà — questa volta sì — El Koudri per tentata strage mentre la sua sanità mentale sarà oggetto di perizie accurate. Secondo gli inquirenti l’uomo era perfettamente in grado di intendere e volere quando ha investito la folla. Non è un integralista ma, sicuramente, ne ha emulato il modo di fare. Il resto si vedrà durante il processo. Sempre che i legali e le perizie non dimostrino che El Koudri era in una condizione di grave dissociazione mentale mentre guidava e che, quindi, il processo non si faccia.

