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BOICOTTA QUESTO. Startup israeliana svela un’IA che legge il cervello in 15 minuti

Un casco non invasivo e un nuovo modello di intelligenza artificiale promettono di rivoluzionare la diagnosi precoce delle malattie neurologiche e psichiatriche

Shira Navon

Tempo di Lettura: 3 min
BOICOTTA QUESTO. Startup israeliana svela un'IA che legge il cervello in 15 minuti

Una startup israeliana rimasta lontana dai riflettori per sei anni sostiene di aver compiuto un passo che potrebbe cambiare il modo in cui vengono diagnosticate molte patologie del cervello. Si chiama Hemispheric e ha presentato un sistema che combina un casco leggero dotato di sensori per l’elettroencefalogramma con un modello di intelligenza artificiale capace di interpretare l’attività cerebrale in appena quindici minuti, senza ricorrere a interventi invasivi.

L’obiettivo dichiarato è offrire ai medici uno strumento quantitativo per valutare il funzionamento del cervello, un ambito nel quale ancora oggi molte diagnosi dipendono soprattutto dall’osservazione clinica, dai colloqui con il paziente e da questionari standardizzati. Se il cuore può essere monitorato con un elettrocardiogramma e i polmoni con esami specifici, per numerosi disturbi neurologici e psichiatrici manca ancora un indicatore oggettivo altrettanto affidabile.

L’azienda ha raccolto finora 52 milioni di dollari da investitori privati e ha chiamato il proprio modello Descartes, in omaggio al filosofo René Descartes (Cartesio). Il sistema è stato addestrato utilizzando oltre 250 mila ore di registrazioni EEG, integrate con dati comportamentali e altre informazioni cliniche provenienti da più di centomila persone. Secondo Hemispheric, questo patrimonio di dati costituisce uno dei più grandi archivi privati al mondo dedicati all’attività cerebrale.

La tecnologia punta a trasformare i segnali elettrici prodotti dal cervello in parametri facilmente interpretabili dai clinici. L’ambizione è individuare alterazioni funzionali che possano suggerire la presenza di depressione, disturbo da stress post-traumatico, Parkinson, deterioramento cognitivo precoce, schizofrenia, ansia o traumi cerebrali lievi, consentendo anche di seguire nel tempo la risposta alle terapie con criteri più misurabili rispetto a quelli oggi disponibili.

Dietro il progetto ci sono il neuroscienziato Hagai Lalazar e Gidi Litvin, imprenditore noto nell’ecosistema tecnologico israeliano per aver cofondato RealFace, società acquisita da Apple nel 2017 e considerata tra le realtà che hanno contribuito allo sviluppo delle tecnologie di riconoscimento facciale poi confluite nel sistema Face ID. Oggi Hemispheric impiega oltre cento specialisti tra neuroscienziati, ingegneri, sviluppatori di software e ricercatori con esperienza nel settore biomedicale.

L’interesse verso l’applicazione dell’intelligenza artificiale alle neuroscienze è cresciuto rapidamente negli ultimi anni. Mentre i grandi modelli linguistici hanno rivoluzionato la comprensione del testo e le reti neurali hanno trasformato la visione artificiale, interpretare il linguaggio elettrico del cervello si è rivelato molto più complesso. Ogni individuo presenta infatti schemi cerebrali differenti e questa enorme variabilità ha rappresentato uno dei principali ostacoli allo sviluppo di strumenti clinicamente affidabili.

Proprio su questo punto si concentra la scommessa della società israeliana. I fondatori ritengono che un numero sufficientemente elevato di registrazioni permetta all’intelligenza artificiale di riconoscere regolarità invisibili all’occhio umano, distinguendo il funzionamento fisiologico da quello patologico e contribuendo a personalizzare le decisioni terapeutiche.

Il sistema è ancora nella fase che precede la diffusione su larga scala. L’azienda ha già avviato un confronto con la Food and Drug Administration statunitense e sta collaborando con enti pubblici, centri di ricerca e aziende farmaceutiche negli Stati Uniti e in Europa. Saranno tuttavia gli studi clinici indipendenti e le future autorizzazioni regolatorie a stabilire se le promesse potranno tradursi in una nuova pratica medica.

Se i risultati verranno confermati, una semplice visita dal medico potrebbe un giorno includere anche un rapido esame dell’attività cerebrale, aprendo la strada a diagnosi più precoci e a trattamenti costruiti sulle caratteristiche specifiche di ogni paziente. Una prospettiva che fino a pochi anni fa apparteneva quasi esclusivamente alla ricerca sperimentale e che oggi prova a entrare nella medicina di tutti i giorni.




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