In Israele, dove il trauma collettivo è diventato parte della vita quotidiana dopo il 7 ottobre e le guerre che ne sono seguite, una startup sta cercando di affrontare una delle emergenze meno visibili ma più profonde del presente: la salute mentale. Si chiama ARHIMOTION e promette di utilizzare una combinazione di neuroscienze, robotica e intelligenza artificiale per aiutare le persone a ridurre stress, ansia e conseguenze psicologiche dei traumi.
L’idea nasce da una constatazione che Emanuel Natanov, fondatore dell’azienda e per oltre quindici anni professionista del settore hi-tech, considera ormai evidente. La tecnologia ha trasformato il modo di lavorare, produrre e comunicare, ma ha lasciato indietro il benessere emotivo degli esseri umani. Le persone vivono immerse in un flusso continuo di informazioni, richieste e competizione economica che il cervello umano fatica a sostenere.
Secondo Natanov, la società contemporanea ha costruito un modello che premia velocità, produttività e risultati immediati, mentre il sistema nervoso continua a funzionare secondo meccanismi biologici sviluppati in contesti completamente diversi. Il risultato è un aumento costante dello stress cronico, una condizione che la letteratura scientifica collega a insonnia, affaticamento, irritabilità, problemi cardiovascolari e disturbi dell’umore.
L’intuizione alla base di ARHIMOTION è semplice soltanto in apparenza. Se la tecnologia è stata utilizzata per massimizzare l’efficienza economica, allora può essere impiegata anche per migliorare la salute mentale. Da qui nasce il concetto di “automation therapy”, una terapia automatizzata nella quale l’intelligenza artificiale non sostituisce il terapeuta ma diventa uno strumento di supporto capace di ampliare enormemente il numero di persone che possono ricevere assistenza.
Il cuore del sistema è attualmente integrato in una struttura simile a un materasso terapeutico. Durante le sessioni il paziente si sdraia e viene accompagnato attraverso una serie di stimolazioni fisiche, vibrazioni e movimenti progettati per favorire il rilassamento profondo e la regolazione del sistema nervoso. L’azienda utilizza principi già noti alla ricerca scientifica, come la stimolazione vestibolare, la stimolazione bilaterale e tecniche impiegate per ridurre la tensione muscolare e l’iperattivazione fisiologica.
L’elemento innovativo consiste nella capacità del sistema di apprendere. I terapeuti possono creare protocolli personalizzati che vengono successivamente analizzati dall’intelligenza artificiale. Attraverso la raccolta di dati anonimi provenienti da migliaia di sessioni, il software identifica le soluzioni più efficaci e perfeziona continuamente i trattamenti. In pratica, ogni nuova esperienza contribuisce ad affinare il sistema.
Quando Hamas attaccò Israele il 7 ottobre 2023, ARHIMOTION era ancora in una fase iniziale e non disponeva delle risorse necessarie per una diffusione su larga scala. La guerra cambiò però radicalmente la percezione dell’urgenza del progetto. L’enorme numero di persone colpite da traumi psicologici e la carenza di professionisti della salute mentale spinsero la startup ad accelerare lo sviluppo e ad aprire le proprie strutture per offrire gratuitamente trattamenti ai soggetti più colpiti.
Natanov sostiene che, se fossero stati disponibili più dispositivi, migliaia di persone avrebbero potuto ricevere assistenza immediata in un momento in cui il sistema sanitario faticava a rispondere alla domanda crescente. L’obiettivo dichiarato è creare una sorta di rete di supporto automatizzata capace di affiancare il lavoro di psicologi e psichiatri, alleggerendone il carico.
Per ora i dati clinici relativi al disturbo post-traumatico da stress sono ancora limitati e l’azienda sta lavorando con ospedali e centri medici per validare scientificamente la propria tecnologia. È già stata avviata una collaborazione con il centro per la salute e il benessere Hormesis di Tel Aviv e sono in preparazione ulteriori studi.
Le testimonianze raccolte finora sono incoraggianti. Una professionista israeliana del settore tecnologico, identificata soltanto come Eden, ha raccontato di avere sperimentato durante una seduta un livello di rilassamento mai raggiunto con altri trattamenti. Al termine della sessione, durata appena diciotto minuti, ha riferito una sensazione di energia e benessere tale da farle percepire il corpo completamente rigenerato.
Al di là delle promesse commerciali e delle inevitabili verifiche scientifiche ancora necessarie, ARHIMOTION rappresenta uno dei tentativi più interessanti nati in Israele negli ultimi anni per affrontare una sfida che riguarda ormai gran parte del mondo occidentale. Se la tecnologia ha contribuito ad accelerare il ritmo della vita contemporanea, l’ambizione di questa startup è utilizzare la stessa tecnologia per rallentarlo, restituendo alle persone una capacità che sembra diventare sempre più rara: quella di sentirsi al sicuro dentro il proprio corpo.

