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Australia, amputate le gambe alla deputata travolta

Helen Haines è ricoverata in condizioni stabili dopo l’aggressione a Wangaratta. Il 43enne arrestato è accusato di lesioni gravi intenzionali. Il suo avvocato riferisce problemi neurologici e psichici. Il movente resta sconosciuto.

Alessandro Carmi

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Australia, amputate le gambe alla deputata travolta

La deputata australiana Helen Haines, 65 anni, ha subito l’amputazione di entrambe le gambe dopo essere stata deliberatamente investita da un’automobile davanti al proprio ufficio elettorale a Wangaratta, nello Stato di Victoria. La parlamentare indipendente è ricoverata all’Alfred Hospital di Melbourne, dove le sue condizioni sono ora considerate stabili. La polizia ha arrestato Brendan Nugent, 43 anni, un uomo che in passato aveva pubblicato sui social network duri attacchi contro Israele e contro i governi occidentali accusati di sostenerlo. Gli investigatori non hanno ancora individuato il movente dell’aggressione.

A confermare la gravità delle conseguenze è stato il marito della parlamentare, Phil Haines, durante una conferenza stampa tenuta il 21 ottobre a Melbourne. «È viva ed è in condizioni stabili, questa è la cosa più importante per la nostra famiglia», ha dichiarato. Inizialmente i medici avevano amputato soltanto la gamba sinistra, tentando di salvare quella destra. Le condizioni dell’arto hanno però reso necessario un secondo intervento.

L’aggressione è avvenuta lunedì 19 ottobre, mentre Haines si trovava accanto alla propria automobile. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Nugent, alla guida di una Toyota Land Cruiser bianca, avrebbe effettuato un’inversione di marcia per dirigersi contro la parlamentare, travolgendola. Dopo il primo impatto avrebbe inserito la retromarcia, investendola una seconda volta.

Il primo ministro Anthony Albanese ha escluso l’ipotesi di un incidente stradale. «È evidente che si è trattato di un atto intenzionale. Non è stato qualcuno che ha semplicemente perso il controllo della vettura», ha dichiarato.
Nugent deve rispondere di tre accuse: guida pericolosa con lesioni gravi, lesioni gravi intenzionali e aggressione a un pubblico ufficiale. A queste si aggiungono contestazioni relative alla coltivazione e al possesso di cannabis.

Durante la prima udienza, il suo avvocato ha riferito che l’imputato soffre di una rara patologia neurologica, la mielite trasversa idiopatica, e che sarebbe in cura per una commozione cerebrale. Il legale ha inoltre segnalato problemi di salute mentale. Non è stata presentata alcuna richiesta di libertà su cauzione e il procedimento è stato rinviato al 4 febbraio.

L’identità dell’arrestato ha attirato l’attenzione anche per le sue precedenti attività sui social network. Nugent, descritto dalla stampa locale come un appassionato di botanica e un attivista ambientalista, aveva espresso posizioni fortemente ostili alle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza e ai governi occidentali accusati di sostenerle.

In un messaggio rivolto alla ministra degli Esteri australiana Penny Wong e al premier Albanese, un account attribuito al sospettato li aveva definiti «due cagnolini da compagnia degli Stati Uniti», sostenendo che il mondo sarebbe stato diverso se avessero ammonito Israele per i suoi attacchi. In un altro intervento, risalente al 2024, aveva accusato l’allora primo ministro britannico Keir Starmer di offrire copertura diplomatica e assistenza militare ai bombardamenti israeliani su Rafah.
Queste dichiarazioni sono ora oggetto di attenzione, anche se la polizia ha ribadito che sarebbe prematuro attribuire all’aggressione una motivazione politica o ideologica.

La stessa Haines, eletta per la prima volta nel 2019, aveva sostenuto iniziative ambientaliste e assunto posizioni critiche nei confronti di Israele, pronunciandosi a favore di sanzioni, di un cessate il fuoco permanente a Gaza e dell’incremento degli aiuti umanitari alla popolazione palestinese.

Il capo della polizia dello Stato di Victoria, Mike Bush, ha precisato che gli investigatori non hanno individuato precedenti contatti diretti tra Nugent e la parlamentare. In passato, tuttavia, l’uomo aveva interagito sui social network con contenuti pubblicati da Haines, mostrando apparentemente apprezzamento per alcune sue posizioni ambientaliste.
Alle indagini partecipa anche l’unità antiterrorismo. Le autorità considerano l’aggressione deliberata e mirata, ma allo stato attuale la ritengono un episodio isolato. La polizia federale australiana ha dichiarato di non aver ricevuto segnalazioni preventive su possibili minacce provenienti dall’arrestato. «Il movente, elemento centrale dell’inchiesta, è uno degli aspetti che dobbiamo assolutamente approfondire», ha spiegato Bush.

Un ruolo decisivo nell’arresto è stato svolto da Ricky Jeffries, un barbiere che lavora accanto all’ufficio della deputata. Richiamato dal rumore dell’impatto, l’uomo è uscito dal negozio, ha raggiunto il veicolo e ha immobilizzato il conducente, sottraendogli anche un coltellino che teneva in tasca. È riuscito a trattenerlo fino all’arrivo della polizia.
Albanese lo ha definito «l’eroe del giorno», ringraziandolo per il coraggio dimostrato e per aver probabilmente impedito ulteriori violenze.

L’aggressione ha provocato profonda commozione in Australia. Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha parlato di una giornata terribile per il Paese, mentre cittadini e studenti hanno deposto fiori e messaggi di solidarietà davanti all’ufficio elettorale della parlamentare.

Resta da chiarire perché Brendan Nugent abbia preso di mira Helen Haines. Le sue precedenti dichiarazioni contro Israele costituiscono un elemento del suo profilo pubblico, ma nessuna prova finora resa nota permette di collegarle all’attacco. Saranno gli investigatori a stabilire se dietro la violenza vi sia una motivazione ideologica, un rancore personale o un’altra causa.

Intanto una rappresentante eletta del Parlamento australiano ha perso entrambe le gambe in un’aggressione che le autorità considerano intenzionale. Un episodio che solleva interrogativi inquietanti sulla sicurezza dei rappresentanti politici e sulla violenza nella vita pubblica australiana.