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Apologia di terrorismo. Chiesti 10 mesi per Hassan

La procura francese chiede anche due anni di ineleggibilità per l’eurodeputata Rima Hassan che ha celebrato Kōzō Okamoto, uno degli autori della strage di Lod del 1972.

Alessandro Carmi

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Apologia di terrorismo. Chiesti 10 mesi per Hassan
Iimmagine generata con AI

Dopo che l’avvocato difensore, Vincent Brengarth, aveva ottenuto il rinvio del processo lo scorso luglio, il procedimento per apologia di terrorismo a carico dell’eurodeputata Rima Hassan si è tenuto lunedì 19 e martedì 20 ottobre davanti al tribunale penale di Parigi. La procura ha chiesto dieci mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena e due anni di ineleggibilità.

La procura di Parigi aveva aperto un’inchiesta contro Hassan dopo la pubblicazione, il 26 marzo, di un post sul suo account X, visualizzato 252.900 volte nell’arco di 18 ore prima di essere rimosso.

Nel post, l’eurodeputata aveva condiviso la pubblicazione di un account saudita ostile a Israele in onore di Kōzō Okamoto, uno degli autori della strage compiuta il 30 maggio 1972 all’aeroporto di Lod da un commando dell’Armata Rossa giapponese per conto del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), nella quale persero la vita 26 persone. Hassan aveva accompagnato la condivisione con una dichiarazione attribuita al terrorista: «Kōzō Okamoto: Ho dedicato la mia giovinezza alla causa palestinese. Finché ci sarà oppressione, la resistenza non sarà solo un diritto, ma un dovere». Come già in occasione della prima udienza, la linea della difesa è stata quella di denunciare un «processo politico» volto a censurare la libertà di espressione delle voci filopalestinesi.

Lunedì, l’imputata, esponente di spicco di La France insoumise e sostenitrice della causa palestinese, si era presentata in aula con la kefiah sulle spalle, denunciando un «tentativo di intimidazione» volto a «mettere a tacere un’esponente eletta dell’opposizione». Si era poi definita «l’esponente eletta più perseguitata della Quinta Repubblica a causa delle proprie prese di posizione politiche», prima di avvalersi della facoltà di non rispondere.

In risposta, la procura ha insistito sul fatto che «il reato è flagrante e non si tratta di una strumentalizzazione […] a causa delle sue opinioni politiche» e che «il conflitto israelo-palestinese non può fungere da scudo d’impunità». Ha inoltre dichiarato che la pubblicazione di Hassan «sembra un omaggio» e promuove una «visione eroicizzata, in totale contrasto con ciò che è stato Okamoto: un assassino».

Chiamato a testimoniare dall’Organizzazione Ebraica Europea (OJE), Yves Klejman, figlio di una sopravvissuta all’attentato di Lod, ha chiesto come sia possibile che un’eurodeputata possa «difendere il terrorismo». Ha ricordato sua madre, sopravvissuta, ma con «il corpo crivellato di schegge di granata».

Un altro testimone citato dalle parti civili è stato il giornalista franco-iraniano Emmanuel Razavi. Specializzato in Medio Oriente, all’inizio dell’anno era intervenuto davanti alla commissione d’inchiesta dell’Assemblea nazionale sui legami tra i movimenti politici francesi e le organizzazioni che sostengono il terrorismo e promuovono la diffusione dell’ideologia islamista. Razavi ha richiamato i presunti legami di Rima Hassan con esponenti del FPLP, inserito dall’Unione europea nell’elenco delle organizzazioni terroristiche. Ha inoltre sostenuto che, data la sua competenza in materia, l’eurodeputata non poteva ignorare la natura terroristica degli atti commessi da Kōzō Okamoto.

Dopo l’udienza, il leader di LFI, Jean-Luc Mélenchon, ha reagito su X alla richiesta della procura: «Contro la deputata Rima Hassan, con il pretesto dell’apologia del terrorismo, il pubblico ministero, in nome del governo, chiede dieci mesi di reclusione con la condizionale e due anni di ineleggibilità. Il macronismo sprofonda nella vergogna, tra ogni sorta di abuso di potere e la servile sottomissione alle richieste di Netanyahu».

Numerosi commentatori, tra i quali il filosofo Raphaël Enthoven, hanno denunciato un messaggio antisemita in codice nelle parole di Mélenchon, mentre altri hanno sottolineato il rischio, a loro giudizio, di aggravare ulteriormente il clima di delegittimazione dell’istituzione giudiziaria.

L’avvocato di Rima Hassan ha chiesto l’assoluzione. La sentenza sarà pronunciata il 30 novembre. In caso di condanna, Rima Hassan potrà presentare appello entro dieci giorni dalla pronuncia della sentenza, secondo le condizioni previste dalla procedura penale francese.