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Antisemitismo. Steinmeier alza la voce, Mattarella resta in silenzio

Parole chiare contro l’insorgere e la crescita dell’antisemitismo da parte del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier mentre in Italia il Colle resta in un incomprensibile silenzio.

Stefano Parisi

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Antisemitismo. Steinmeier alza la voce, Mattarella resta in silenzio

Il 2 novembre, a Francoforte sul Meno, il presidente della Repubblica Federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier, nel suo discorso tenuto per l’inaugurazione della nuova Accademia Ebraica, ha dichiarato: “Criticare la politica di un governo; vedere amici di Israele esprimere la propria preoccupazione per il perdurare della catastrofica situazione nella Striscia di Gaza o criticare le attività di insediamento in Cisgiordania: tutto questo fa parte del confronto democratico.

Ma chi utilizza queste critiche come strumento per negare alla comunità ebraica in Israele e allo Stato di Israele il diritto all’esistenza e per incitare alla violenza ha oltrepassato il confine che separa la critica dall’odio contro gli ebrei.” Ha poi aggiunto: “Chiunque gridi per le strade “Morte agli ebrei” o invochi la distruzione dello Stato ebraico non deve trovare comprensione né applausi in alcun partito politico. Ovunque si negozino coalizioni e si formino governi, questa deve essere una condizione imprescindibile. L’antisemitismo non deve esercitare alcuna influenza sull’azione del governo, in nessuna parte della Germania”.

Il presidente Steinmeier ha ricordato: “Sei milioni di ebrei furono assassinati da tedeschi, sotto il comando di tedeschi, sotto gli occhi di tedeschi.”

Anche ebrei italiani sono stati deportati da italiani, sotto il comando di italiani, sotto gli occhi di italiani. Ma dal presidente della Repubblica italiana non abbiamo ancora ascoltato un monito altrettanto esplicito rivolto alle forze politiche che ponga il rifiuto dell’antisemitismo e della negazione del diritto all’esistenza di Israele come condizione imprescindibile per la partecipazione alla vita democratica del paese.

Mattarella aveva pronunciato parole molto chiare nel 2020, denunciando l’antisemitismo che si traveste da antisionismo per negare il diritto all’esistenza dello Stato di Israele. Ma da allora, di fronte all’esplosione dell’antisemitismo successiva al 7 ottobre, non abbiamo ascoltato un richiamo altrettanto esplicito alle responsabilità delle forze politiche.

Non ha parlato dopo che il 25 aprile gli ebrei sono stati cacciati dal corteo a Milano, non ha parlato quando giovani studenti hanno tentato di assaltare le sinagoghe protette dalle forze dell’ordine, non è intervenuto su quello che accade da tre anni nelle università italiane, non ha lanciato un chiaro monito alle forze politiche presenti in parlamento che hanno tra le loro fila chi nega il diritto all’esistenza di Israele, non ha pronunciato parole nette che definiscano il confine morale entro il quale si deve svolgere la vita democratica della nostra comunità.

L’Italia non ha mai voluto fare fino in fondo i conti con le radici profonde dell’antisemitismo nella propria storia e nella propria società. Ha troppo spesso nascosto dietro la retorica del Giorno della Memoria il nuovo antisemitismo che si dissimula dietro le parole d’ordine dell’antifascismo militante. Pietà antifascista per gli ebrei sterminati, ma odio antisemita quando gli israeliani reagiscono, combattono con un esercito di popolo per non essere sterminati.

L’odio antisemita cresce a dismisura, in Italia come in Germania. Settori anche importanti della sinistra politica hanno stretto alleanze e convergenze con movimenti dell’islamismo radicale. Una piccola frangia dell’estrema destra continua a coltivare l’antisemitismo di matrice fascista, senza tuttavia esercitare un’influenza paragonabile sulla politica nazionale. Nelle piazze, nei municipi, in Parlamento, nelle sedi sindacali, sugli organi di informazione, si manifestano forme di odio antisemita, spesso mascherate da antisionismo. E in Parlamento c’è chi offre tutela e legittimazione politica a chi nega il diritto all’esistenza di Israele.

In Germania il presidente della Repubblica ha indicato con chiarezza un limite invalicabile per tutte le forze politiche: nessuna alleanza, nessun governo può trovare giustificazione nella tolleranza verso l’antisemitismo. È questo il monito che vorremmo ascoltare anche dal presidente Mattarella.