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Al Jazeera, Wikipedia e la guerra dell’informazione

Un’inchiesta accende i riflettori sul ruolo di un singolo editor anonimo nella riscrittura delle voci dedicate ad Al Jazeera dopo il 7 ottobre e solleva interrogativi sull’influenza che Wikipedia esercita su Google e sull’intelligenza artificiale

Paolo Montesi

Tempo di Lettura: 4 min
Al Jazeera, Wikipedia e la guerra dell’informazione

Chi cerca oggi informazioni su Al Jazeera attraverso Google o un sistema di intelligenza artificiale come ChatGPT difficilmente immagina che una parte rilevante di ciò che leggerà possa derivare dal lavoro di un singolo editor anonimo di Wikipedia. Eppure è proprio questo il cuore di un’inchiesta pubblicata da Jewish Onliner, che ricostruisce l’attività di un utente comparso improvvisamente sulla piattaforma pochi giorni dopo il massacro del 7 ottobre 2023 e diventato nel giro di pochi mesi uno degli autori più influenti delle pagine dedicate all’emittente finanziata dal Qatar.

La vicenda ruota attorno a un account registrato nel novembre 2022 con il nome Gsgdd, successivamente rinominato Astropulse e oggi identificato come Cinaroot. Dopo alcune modifiche marginali, l’utente era rimasto inattivo per quasi nove mesi. Il 25 ottobre 2023, diciotto giorni dopo l’attacco di Hamas contro Israele, è tornato improvvisamente in attività intervenendo nella pagina di discussione dedicata al 7 ottobre. Secondo la ricostruzione degli investigatori Ashley Rindsberg e Toby Dershowitz, il suo primo contributo sostanziale invitava a contestualizzare il massacro sostenendo che gli attacchi di Hamas “non erano avvenuti nel vuoto”, una formulazione che richiamava direttamente le parole pronunciate pochi giorni prima dal segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

Da quel momento l’attenzione dell’editor si è concentrata soprattutto su Al Jazeera. I dati di XTools citati nell’inchiesta indicano che Cinaroot avrebbe scritto oltre il 40 per cento della voce principale dedicata all’Al Jazeera Media Network, più di un quarto della pagina relativa ad Al Jazeera English e addirittura oltre due terzi della voce dedicata al cosiddetto “Al Jazeera Effect”, l’influenza esercitata dall’emittente nel mondo arabo.

La questione va oltre il semplice attivismo editoriale. Gli autori dell’indagine sostengono che molte modifiche abbiano avuto un orientamento preciso, volto a ridurre o spostare in secondo piano gli aspetti più controversi del rapporto tra Al Jazeera e il governo del Qatar. Fra gli esempi citati figura la decisione di trasferire dalle sezioni introduttive a parti meno visibili delle voci il riferimento alla richiesta avanzata nel 2017 da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto di chiudere l’emittente come condizione per ristabilire le relazioni diplomatiche con Doha. Nello stesso periodo sarebbero state attenuate o eliminate informazioni riguardanti il controllo statale dell’emittente, il ruolo della famiglia reale qatariota e alcune controversie legate al finanziamento del network.

L’aspetto più interessante riguarda però il funzionamento stesso dell’ecosistema informativo contemporaneo. Wikipedia non è più soltanto un’enciclopedia online. I suoi contenuti alimentano motori di ricerca, assistenti digitali e sistemi di intelligenza artificiale che vengono utilizzati quotidianamente da milioni di persone. Uno studio pubblicato nel 2025 dalla società Profound ha rilevato che Wikipedia rappresentava la fonte più citata da ChatGPT, con una quota del 7,8 per cento di tutte le citazioni individuate nell’analisi. In altre parole, ciò che viene scritto o modificato su Wikipedia può propagarsi ben oltre i confini della piattaforma stessa.

Naturalmente non esistono prove pubbliche che colleghino direttamente l’editor in questione al governo del Qatar o ad Al Jazeera. L’inchiesta non formula accuse di questo genere. Tuttavia il caso riaccende un dibattito che accompagna Wikipedia da molti anni e che riguarda la vulnerabilità delle grandi piattaforme collaborative rispetto a gruppi organizzati, attivisti o soggetti interessati a orientare la percezione pubblica di temi sensibili.

La discussione assume una rilevanza ancora maggiore nel contesto della guerra iniziata il 7 ottobre. Israele accusa da tempo Al Jazeera di svolgere una funzione politica favorevole ad Hamas e nel maggio 2024 ne ha vietato le attività sul proprio territorio per ragioni di sicurezza nazionale. L’emittente respinge queste accuse e rivendica la propria indipendenza editoriale. Nel frattempo, mentre il conflitto continua a produrre battaglie militari e diplomatiche, si combatte anche una guerra meno visibile, fatta di parole, definizioni, fonti e algoritmi.

Una volta le grandi contese ideologiche passavano attraverso giornali, televisioni e università. Oggi possono transitare anche da una pagina di Wikipedia modificata da un utente anonimo che nessuno conosce, ma che contribuisce a determinare ciò che milioni di persone leggeranno domani.


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