Israele e Albania hanno compiuto un passo significativo verso un rafforzamento delle loro relazioni economiche e strategiche, firmando a Tirana un accordo destinato a incidere sia sul futuro dell’agricoltura sia sul mercato del lavoro dei due Paesi. Il memorandum d’intesa sottoscritto dai rispettivi rappresentanti governativi punta infatti a sviluppare una collaborazione stabile nei settori dell’innovazione agricola, della sicurezza alimentare e della formazione professionale, aprendo contemporaneamente la strada all’arrivo di lavoratori stagionali albanesi nelle aziende agricole israeliane.
L’intesa è stata firmata nell’ambito di AgriNext 2026, il forum dedicato alla sicurezza alimentare e all’innovazione economica che si è svolto nella capitale albanese alla presenza di una delegazione israeliana guidata dal direttore generale del ministero dell’Agricoltura e della Sicurezza alimentare, Oren Lavie. Per la parte albanese il documento è stato sottoscritto dal vice ministro dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale, Petmir Gori.
L’accordo assume un valore particolare perché rappresenta il più importante strumento di cooperazione agricola concluso tra i due Paesi negli ultimi venticinque anni. In un periodo caratterizzato da profonde trasformazioni climatiche, instabilità delle catene di approvvigionamento e crescente pressione sui sistemi alimentari, sia Gerusalemme sia Tirana considerano l’agricoltura un settore strategico sul quale investire risorse e competenze.
Il testo dell’intesa prevede collaborazioni nei campi delle tecnologie agricole avanzate, dell’irrigazione, della fertilizzazione, della protezione delle colture, dei servizi veterinari e del benessere animale. Un ruolo importante sarà riservato anche alla formazione professionale e allo scambio di conoscenze tecniche, un ambito nel quale Israele gode di una reputazione consolidata grazie ai suoi progressi nella gestione delle risorse idriche, nell’agricoltura di precisione e nello sviluppo di soluzioni innovative per la produzione agricola in condizioni ambientali difficili.
Secondo Oren Lavie, il memorandum costituisce una piattaforma destinata a favorire la crescita economica di entrambe le parti. «Questo accordo crea una base solida per promuovere innovazione, ricerca, sviluppo e trasferimento di conoscenze tra i nostri due Paesi», ha dichiarato il dirigente israeliano durante la cerimonia di firma.
Uno degli aspetti più rilevanti dell’intesa riguarda però il tema della manodopera agricola. Negli ultimi anni Israele ha dovuto affrontare una crescente carenza di lavoratori nel settore primario, una situazione aggravata dagli sconvolgimenti provocati dalla guerra e dalle restrizioni che hanno ridotto la disponibilità di manodopera proveniente dai territori palestinesi. Per questo motivo il ministero dell’Agricoltura israeliano e l’Autorità per la popolazione e l’immigrazione stanno lavorando alla definizione di un accordo specifico che consenta il reclutamento di lavoratori stagionali albanesi.
L’obiettivo è offrire alle aziende agricole israeliane una maggiore stabilità nella gestione delle attività produttive e garantire continuità alle filiere alimentari del Paese. Per l’Albania, invece, il progetto potrebbe tradursi in nuove opportunità occupazionali e in un ulteriore rafforzamento dei rapporti economici con Israele.
La firma dell’accordo conferma inoltre il consolidamento delle relazioni tra Gerusalemme e Tirana. Negli ultimi anni i rapporti bilaterali si sono intensificati in numerosi settori, dalla cooperazione economica alla sicurezza informatica, fino agli scambi tecnologici. L’Albania viene considerata da Israele uno dei partner più affidabili nei Balcani, anche alla luce dei legami storici che uniscono i due popoli. Durante la Seconda guerra mondiale, infatti, l’Albania fu uno dei pochissimi Paesi europei in cui la popolazione ebraica risultò più numerosa alla fine del conflitto che all’inizio, grazie alla protezione offerta da molte famiglie albanesi agli ebrei perseguitati dal nazismo.
L’accordo agricolo firmato a Tirana si inserisce dunque in una relazione che va oltre la dimensione economica. Da una parte offre a Israele nuove opportunità per rafforzare la propria sicurezza alimentare e affrontare la carenza di manodopera. Dall’altra consente all’Albania di accedere a competenze tecnologiche avanzate e di ampliare la propria presenza in un settore strategico. Un’intesa che guarda al futuro e che potrebbe diventare un modello di cooperazione per l’intera regione balcanica.

