Il governo britannico ha deciso di imprimere una svolta alla propria strategia contro il terrorismo e l’antisemitismo, attribuendo direttamente a una rete sostenuta dall’Iran la responsabilità di una serie di attacchi contro obiettivi ebraici nel Regno Unito e annunciando contemporaneamente il più vasto piano di sicurezza mai varato a tutela della comunità ebraica. Da un lato Londra ha messo al bando il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (IRGC), i Pasdaran, e un’organizzazione ritenuta una sua emanazione; dall’altro investirà oltre 250 milioni di sterline nei prossimi tre anni per rafforzare la protezione di sinagoghe, scuole, centri comunitari e altri siti sensibili.
La decisione arriva dopo mesi di incendi dolosi, atti vandalici e aggressioni che hanno colpito la comunità ebraica britannica. Secondo il governo di Keir Starmer, dietro questa campagna si nasconde l’Islamic Movement of the Companions of the Right (IMCR), noto anche come HarakatAshab al-Yamin al-Islamia, un gruppo che l’intelligence britannica ritiene direttamente controllato dalla Forza Quds, il reparto dei Pasdaran incaricato delle operazioni all’estero.
Il ministero dell’Interno sostiene che l’IMCR abbia rivendicato almeno sette attacchi nel Regno Unito nel corso dell’anno. Tra questi figurano incendi contro sinagoghe, il rogo di ambulanze appartenenti a un’organizzazione benefica ebraica e un attacco contro un’emittente in lingua persiana critica nei confronti del regime iraniano. Gli episodi non hanno provocato vittime, ma secondo gli investigatori erano finalizzati a intimidire la comunità ebraica e gli oppositori di Teheran.
La ministra della Sicurezza Angela Eagle ha affermato che i servizi britannici ritengono «quasi certo» che gli attacchi siano stati diretti dalla Forza Quds attraverso questa organizzazione di copertura. Secondo Londra, il regime iraniano ricorre sempre più frequentemente a gruppi criminali o a strutture apparentemente autonome per condurre operazioni clandestine in Europa, riducendo così il rischio di un coinvolgimento diretto dei propri agenti.
Contestualmente il governo ha inserito anche il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica tra le organizzazioni vietate dalla nuova legislazione sulla sicurezza nazionale. Una volta completato l’iter parlamentare, chiunque collabori con i Pasdaran o con l’IMCR, partecipando ad attività di sabotaggio o fornendo sostegno operativo, potrà essere perseguito penalmente e rischiare una condanna fino all’ergastolo.
La stretta nei confronti delle reti riconducibili a Teheran si accompagna a un imponente piano di investimenti destinato alla sicurezza interna. Oltre 250 milioni di sterline saranno impiegati entro il 2029 per rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nelle aree a maggiore presenza ebraica, in particolare a Londra e nella Greater Manchester. Il programma prevede il reclutamento di circa 500 nuovi agenti, il potenziamento delle attività di intelligence, l’aumento dei pattugliamenti attorno ai luoghi di culto e ai centri comunitari e una formazione specialistica per gli investigatori impegnati nel contrasto ai reati d’odio.
Una parte consistente delle risorse sarà destinata anche all’ampliamento del progetto Servator, attraverso il quale agenti in uniforme e in abiti civili vengono addestrati a individuare comportamenti sospetti e a prevenire possibili attentati nelle aree considerate più esposte. Il governo intende inoltre rafforzare il contrasto all’antisemitismo online facendo leva sull’Online Safety Act, la normativa che impone alle grandi piattaforme digitali di rimuovere con maggiore rapidità i contenuti illegali e quelli che incitano all’odio.
Il piano comprende anche interventi nel sistema scolastico e universitario, dove negli ultimi mesi sono aumentate le segnalazioni di episodi discriminatori contro studenti e docenti ebrei. Verifiche interne sono state avviate anche nel Servizio sanitario nazionale, dopo alcune denunce di comportamenti antisemiti.
Secondo il Community Security Trust, l’organizzazione che monitora la sicurezza della comunità ebraica britannica, gli episodi di antisemitismo hanno raggiunto negli ultimi due anni livelli mai registrati in precedenza. Una parte significativa delle aggressioni e delle intimidazioni è direttamente collegata al conflitto tra Israele e Hamas, che continua ad avere pesanti ripercussioni anche all’interno delle società europee.
Le nuove misure riguardano anche la Russia. Il governo britannico ha infatti inserito nell’elenco delle organizzazioni considerate una minaccia alla sicurezza nazionale anche il GRU Volunteer Corps, gruppo ritenuto collegato all’intelligence militare russa e accusato di svolgere attività di raccolta informativa e operazioni clandestine per conto di Mosca.
Per il primo ministro Keir Starmer la risposta dello Stato deve essere duplice: impedire che potenze straniere utilizzino il territorio britannico per campagne di intimidazione e garantire ai cittadini ebrei il diritto di vivere la propria identità in sicurezza. La combinazione tra nuove misure di contrasto al terrorismo, investimenti nella protezione delle comunità e strumenti investigativi più incisivi rappresenta la risposta più ampia adottata finora dal Regno Unito contro la minaccia rappresentata dall’antisemitismo e dalle operazioni ostili attribuite all’Iran.