Home > Attualità > ONU. Condanna Hamas per gli attacchi agli aiuti umanitari

ONU. Condanna Hamas per gli attacchi agli aiuti umanitari

Raro richiamo delle Nazioni Unite dopo l’assalto a un centro di distribuzione e le violenze contro gli autisti dei convogli diretti alla popolazione civile

Alessandro Carmi

Tempo di Lettura: 3 min
ONU. Condanna Hamas per gli attacchi agli aiuti umanitari

Per la prima volta dopo molti mesi le Nazioni Unite hanno rivolto una condanna pubblica e particolarmente severa contro Hamas per le interferenze nelle operazioni di assistenza umanitaria nella Striscia di Gaza. La presa di posizione arriva dopo l’assalto armato a un punto di distribuzione degli aiuti a Jabalia, nel nord della Striscia, e l’aggressione ai conducenti di camion incaricati di trasportare viveri e beni di prima necessità destinati alla popolazione civile. Un episodio che, secondo l’ONU, conferma un modello sempre più preoccupante di intimidazioni e violenze che ostacola il lavoro delle organizzazioni umanitarie.

A firmare la dichiarazione è stato Ramiz Alakbarov, vice coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente e coordinatore umanitario per i Territori palestinesi. Pur evitando di citare esplicitamente Hamas e riferendosi alle “autorità de facto” che controllano Gaza, il funzionario ha parlato di un comportamento inaccettabile che mette in pericolo gli operatori umanitari, interrompe la distribuzione degli aiuti salvavita e compromette la capacità delle agenzie internazionali di raggiungere una popolazione già sottoposta a condizioni estreme.

Secondo la ricostruzione fornita dalle Nazioni Unite, uomini armati hanno fatto irruzione sabato nel punto di distribuzione alimentare Abu Rashid, a Jabalia, costringendo alla sospensione delle attività. Gli stessi uomini sarebbero poi entrati in un magazzino del Programma Alimentare Mondiale (WFP), dove due autisti impegnati nelle consegne sarebbero stati aggrediti. L’ONU sottolinea che non si tratta di un episodio isolato, bensì dell’ultimo di una serie di attacchi, minacce e tentativi di interferenza che stanno rendendo sempre più difficile il funzionamento del sistema umanitario nella Striscia.

Nel suo intervento Alakbarov ha richiamato anche un altro elemento che, a suo giudizio, continua a limitare la capacità delle organizzazioni internazionali di operare. L’estensione delle aree sotto controllo militare israeliano restringe infatti gli spazi disponibili per la popolazione civile e rende ancora più complessa la circolazione dei convogli umanitari. Per questo il rappresentante dell’ONU ha ribadito la necessità di garantire un accesso rapido, sicuro e senza ostacoli agli aiuti destinati ai civili, chiedendo che venga rispettata l’indipendenza, l’imparzialità e la neutralità delle organizzazioni umanitarie.

La dichiarazione assume un rilievo particolare perché le Nazioni Unite sono state spesso accusate dal governo israeliano di concentrare le proprie critiche quasi esclusivamente sulle operazioni militari di Israele, evitando di denunciare con la stessa chiarezza le responsabilità di Hamas nella gestione della Striscia. Proprio per questo il comunicato diffuso da Alakbarov rappresenta un passaggio inconsueto nel linguaggio diplomatico dell’ONU, pur mantenendo la scelta di non nominare direttamente l’organizzazione terroristica e di utilizzare la formula “autorità de facto”.

Israele ha immediatamente richiamato il documento delle Nazioni Unite per rafforzare le proprie accuse. Il Coordinatore delle attività governative nei Territori (COGAT) ha sostenuto che Hamas continua a impossessarsi degli aiuti destinati alla popolazione, a sabotarne la distribuzione e a utilizzarli come strumento di controllo interno. Secondo le autorità israeliane, l’organizzazione privilegia il mantenimento del proprio potere rispetto ai bisogni dei civili e sfrutta sistematicamente l’infrastruttura umanitaria per i propri interessi. Si tratta di accuse che Israele ripete dall’inizio della guerra e che rappresentano uno dei principali punti di scontro con parte della comunità internazionale.

La gestione degli aiuti resta così uno degli aspetti più delicati del conflitto. Mentre oltre due milioni di abitanti della Striscia continuano a dipendere in larga misura dall’assistenza internazionale, ogni interruzione della catena logistica rischia di aggravare ulteriormente una situazione umanitaria già definita gravissima dalle stesse agenzie delle Nazioni Unite. La condanna pronunciata in queste ore segnala che, almeno su questo episodio, anche il Palazzo di Vetro ritiene ormai impossibile ignorare le responsabilità delle autorità che governano Gaza.