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Palestine Action sbarca a Roma

La rete colpita dalle sanzioni antiterrorismo Usa organizza in Europa giornate di formazione contro le aziende legate a Israele

Costantino Pistilli

Tempo di Lettura: 4 min
Palestine Action sbarca a Roma
Iimmagine generata con AI

Palestine Action Global, la rete colpita il 26 agosto dalle sanzioni antiterrorismo degli Stati Uniti, organizza in quattro città europee giornate di formazione per l’“azione diretta” contro aziende legate all’industria militare israeliana. Gli appuntamenti sono pubblicizzati a Rotterdam, Berlino, Parigi e Roma, dove le attività saranno in italiano. Data e luogo vengono comunicati soltanto ai partecipanti confermati. Ecco il programma.

Il provvedimento americano risale al 26 agosto. L’Office of Foreign Assets Control del Tesoro statunitense ha designato Palestine Action ai sensi dell’Executive Order 13224, utilizzato per sanzionare terroristi e soggetti accusati di fornire loro sostegno. Washington attribuisce al gruppo irruzioni in strutture della difesa e installazioni militari britanniche, ferimenti di agenti e danni per milioni di dollari. Il Tesoro sostiene inoltre che Palestine Action abbia promosso le proprie tattiche anche fuori dal Regno Unito.

Palestine Action è nata in Gran Bretagna nel 2020 e ha concentrato inizialmente le proprie attività contro Elbit Systems, azienda israeliana della difesa. Nel tempo gli attivisti hanno occupato stabilimenti, bloccato ingressi e danneggiato strutture e attrezzature. Dal luglio 2025 l’organizzazione è proscritta nel Regno Unito in base al Terrorism Act 2000. Dopo il divieto, Palestine Action Global ha continuato a diffondere all’estero il modello dell’organizzazione britannica.

Le nuove giornate europee segnano ora un ulteriore passaggio. La pagina utilizzata per reclutare i partecipanti presenta manifestazioni e lobbying come strumenti insufficienti e propone formazione, incontri e discussioni di gruppo per passare all’azione diretta. A Berlino l’obiettivo dichiarato è fermare le attività di Elbit Systems in Germania; la sessione di Rotterdam è invece dedicata alle attività nei Paesi Bassi e in Belgio. Roma e Parigi ospiteranno sessioni rispettivamente in italiano e francese.

Che cosa la rete intenda per “azione diretta” emerge dai suoi stessi documenti e dalle iniziative già rivendicate. La strategia pubblicata da Palestine Action Global punta a interrompere ripetutamente le attività delle aziende individuate e ad aumentarne i costi attraverso danneggiamenti, fino a rendere economicamente svantaggiosi per le aziende i rapporti con Elbit. Il 27 aprile la rete ha rivendicato la rottura delle finestre di un deposito della società logistica DSV a Potsdam, in Germania, e ha annunciato che le azioni sarebbero proseguite finché l’azienda avesse continuato a lavorare con il gruppo israeliano.

Sulle attività di Palestine Action si è pronunciata anche la giustizia britannica. Il 15 giugno 2026 la Court of Appeal ha stabilito che Palestine Action promuove apertamente una violenza illegale riconducibile alla definizione di terrorismo prevista dalla legge britannica. I giudici hanno descritto una struttura organizzata attraverso cellule clandestine e hanno esaminato un “Underground Manual” destinato agli attivisti. La decisione può ancora essere oggetto di ricorso.

È su questo sfondo che assume rilievo la scelta di Roma. In Italia esiste già una realtà che utilizza il nome Palestine Action Italia, conosciuta anche come Palestina Libera. La società statunitense di intelligence informatica Recorded Future l’ha indicata come parte della rete internazionale e ne ha ricostruito le attività contro aziende della difesa. La stessa organizzazione italiana si presenta come “ramo italiano della campagna internazionale Palestine Action” e invita a compiere azioni dirette contro il commercio di armamenti tra Italia e Israele.

Tra gli obiettivi compare soprattutto Leonardo. Nel novembre 2024 due attivisti imbrattarono con vernice rossa l’ingresso della sede romana dell’azienda; nel gennaio 2026 è iniziato il processo a loro carico e Leonardo si è costituita parte civile. Nel settembre 2025 altri attivisti legati alla rete si sono incatenati davanti a una struttura Rheinmetall a Roma, bloccandone l’accesso.

L’appuntamento romano inserisce dunque l’Italia in un’iniziativa coordinata in quattro Paesi europei. La rete ha reso pubbliche la ricerca dei partecipanti e la lingua della sessione italiana, mantenendo invece riservati data, indirizzo, nomi dei formatori e programma dettagliato. Resta da capire chi organizzerà concretamente l’incontro e quali soggetti italiani vi prenderanno parte.