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⌥ L’Europa non ci crede mai

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L’Europa ha un talento speciale: riesce sempre a stupirsi di ciò che era stato annunciato. Le anime belle del Vecchio (oh sì, vecchissimo) Continente hanno scoperto che Hamas progettava di esportare il 7 ottobre anche nel cuore del continente, con cellule, depositi di armi e attentati contro obiettivi ebraici e occidentali. Ce lo raccontano fonti tedesche e zac! come sempre, arriva prima la realtà e solo dopo arriva lo stupore.

E dire che Hamas non ha mai nascosto la propria natura. Ha scritto quello che voleva fare, l’ha predicato, l’ha insegnato, l’ha celebrato. Bastava prendere sul serio le sue parole. L’Occidente, invece, ha preferito considerarle folklore, propaganda, sfoghi di fanatici. È una forma di ingenuità che periodicamente si trasforma in lutto.

Oltre ad Hamas abbiamo un altro problema non da poco, e cioè la nostra ostinazione a credere che il fanatismo, una volta attraversato il Mediterraneo, diventi improvvisamente ragionevole. Come se l’Europa possedesse una specie di potere magico capace di addomesticare chi ha costruito la propria identità sull’odio.Ogni attentato produce la stessa liturgia: “chi se l’immaginava…”. È la frase più falsa del nostro tempo perché quasi sempre qualcuno lo aveva immaginato e lo aveva anche detto.

Il guaio è che in Europa, da anni, il vero allarmismo non consiste nel sottovalutare il pericolo ma nel nominarlo.



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