Centoventinove milioni di dollari di armi in un anno, senza pagare il conto. È il valore delle forniture militari che l’Iran avrebbe consegnato gratuitamente a Hezbollah nel 2024, secondo una nuova analisi del Center for Research of Terror Financing, CENTEF. Una cifra che rappresenterebbe la parte largamente prevalente dei circa 157 milioni di dollari di armamenti acquisiti dal gruppo libanese nello stesso periodo. Hezbollah ne avrebbe finanziati direttamente per circa 28 milioni.
I numeri richiedono una precisazione importante. Non provengono da fatture, documenti contabili o registri delle spedizioni iraniane. CENTEF li ha ricostruiti attraverso fonti aperte, valutazioni del costo dei diversi sistemi d’arma, capacità produttive dell’Iran e andamento storico del rifornimento dell’arsenale di Hezbollah. Sono dunque stime, utili soprattutto per misurare le dimensioni economiche del sostegno militare di Teheran. Secondo i ricercatori, nel corso del 2024 Hezbollah avrebbe acquisito tra 4.500 e 6.500 razzi e missili, nonostante la guerra con Israele e le difficoltà provocate dalle interruzioni delle vie di rifornimento. Tra questi figurerebbero circa 4.000 razzi a corto raggio, 400 Falaq, 120 Burkan e circa 600 sistemi della famiglia Fajr. A questi si aggiungerebbero missili più sofisticati, droni, sistemi antiaerei, munizioni e materiale destinato agli ordigni esplosivi.
La voce economicamente più pesante sarebbe quella dei missili anticarro guidati, valutata intorno ai 55 milioni di dollari. Hezbollah dispone da anni di sistemi Kornet di fabbricazione russa, dei Dehlavieh iraniani, derivati proprio dal Kornet, oltre agli Almas e ad altri missili anticarro. Durante gli scontri iniziati dopo l’8 ottobre 2023 queste armi hanno avuto un ruolo rilevante negli attacchi contro le postazioni e le località israeliane lungo il confine libanese. Un’altra componente importante è rappresentata dai droni, ai quali CENTEF attribuisce un valore di circa 25 milioni di dollari. Altri 25 milioni riguarderebbero lanciatori, veicoli e piattaforme collegate ai diversi sistemi d’arma.
Il dato finanziario permette di osservare sotto una luce diversa il rapporto tra Hezbollah e la Repubblica islamica. Se le stime sono corrette, nel 2024 il gruppo avrebbe pagato direttamente meno di un quinto del valore dell’armamento acquisito. Il resto sarebbe arrivato dall’Iran sotto forma di trasferimenti in natura. È proprio questo il punto sul quale insiste CENTEF. Considerare Hezbollah anche attraverso i suoi conti permette di individuare quanto la sua capacità militare dipenda da reti logistiche, produttive e finanziarie esterne. L’arsenale ha un costo anche quando chi lo utilizza non lo paga.
La ricerca tenta inoltre di misurare una voce meno visibile dell’attività di Hezbollah. Nel 2024 il gruppo avrebbe destinato tra 26 e 28 milioni di dollari ai propri mezzi di comunicazione. Anche in questo caso si tratta di una stima, che sarà approfondita nei prossimi capitoli del progetto di CENTEF dedicato alle finanze dell’organizzazione. Il rapporto offre quindi un ordine di grandezza, più che una contabilità definitiva. Hezbollah mantiene segreti acquisti, trasferimenti e consistenza delle proprie scorte, e nessuna fonte indipendente può certificare una per una le quantità indicate.
Rimane però un elemento centrale. Un’organizzazione armata capace di accumulare in un solo anno materiale militare valutato in 157 milioni di dollari può sostenere quel ritmo perché alle sue spalle opera uno Stato che produce armi, finanzia reti di approvvigionamento e può trasferire sistemi militari senza chiedere al destinatario di pagarli. Per Hezbollah, secondo i calcoli di CENTEF, nel 2024 Teheran ha saldato circa quattro quinti del conto.