Hasan Piker è uno degli influencer politici più seguiti della sinistra americana. Milioni di follower, milioni di dollari, un impero costruito sulle piattaforme del capitalismo americano. Esposizioni che arrivano all’esaltazione di Hamas e alla glorificazione della violenza anticapitalista.
È un personaggio perfettamente contemporaneo: rivoluzionario di professione, capitalista per necessità. Predica contro il sistema grazie agli algoritmi del sistema, accumula pubblico denunciando il potere e trasforma la rivoluzione in un formidabile prodotto commerciale.
Poi arriva Hamas e il cortocircuito diventa sublime. Una parte della sinistra occidentale, nata per liberare l’individuo dalla religione, dal patriarcato e dall’autoritarismo, scopre un’insospettabile fascinazione per un movimento islamista che quelle tre cose le pratica senza troppi complessi. Piker almeno ci aggiunge il tocco del nostro tempo: la rivoluzione con monetizzazione attiva.