Israele ha eliminato Ezz al-Din al-Bikh, nome di battaglia Abu Hamza, comandante della Brigata Nord della Striscia di Gaza di Hamas e uno degli ufficiali di grado più elevato rimasti nell’apparato militare dell’organizzazione. L’attacco è avvenuto nelle prime ore di martedì 29 settembre in un’abitazione nel nord della Striscia, dove al-Bikh si nascondeva insieme a un altro membro di Hamas.
Secondo le informazioni diffuse in Israele, l’operazione è stata condotta con un attacco di precisione mentre al-Bikh si trovava nella camera da letto. Le forze israeliane avrebbero utilizzato mezzi scelti per colpire l’obiettivo limitando i danni all’edificio e alle persone che si trovavano nelle vicinanze. Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno confermato l’uccisione in una dichiarazione congiunta, attribuendo ad al-Bikh un ruolo nella preparazione di attacchi contro le forze israeliane e nel reclutamento di nuovi combattenti per Hamas.
La sua morte chiude anche una vicenda rimasta incerta per diversi mesi. Alla fine di maggio al-Bikh era già stato bersaglio di un attacco israeliano a Gaza. Le prime notizie palestinesi ne avevano annunciato la morte insieme a quella di Imad Aslim, vicecomandante della Brigata Gaza e comandante del battaglione Zeitoun. Nei giorni successivi era emerso però che al-Bikh era sopravvissuto, tanto che il suo nome continuava a figurare tra quelli dei principali comandanti ancora operativi e, secondo fonti arabe, persino tra i possibili candidati a incarichi superiori nella struttura militare di Hamas.
La Brigata Nord è una componente rilevante delle Brigate Izz al-Din al-Qassam, il braccio armato di Hamas. La sua area comprende settori come Jabalia, Beit Lahia e Beit Hanoun, territori nei quali l’esercito israeliano ha combattuto ripetutamente dal 7 ottobre 2023 e nei quali Hamas ha cercato più volte di ricostituire unità, catene di comando e capacità operative dopo il ritiro delle truppe israeliane.
Al-Bikh conosceva profondamente questa struttura. Prima di assumere il comando della brigata aveva ricoperto incarichi nel dispositivo militare del nord della Striscia e nelle attività di intelligence. Fonti israeliane e arabe lo avevano indicato nei mesi scorsi come uno degli uomini che Hamas avrebbe potuto utilizzare per ricostruire i propri vertici dopo la lunga sequenza di eliminazioni che ha colpito l’organizzazione.
La sua uccisione rientra infatti in una strategia che Israele sta portando avanti con particolare intensità contro i quadri militari ancora in grado di dirigere reparti sul terreno. Nelle ultime settimane sono stati eliminati anche comandanti delle brigate di Khan Yunis e Rafah. Con la scomparsa di al-Bikh sale a tre il numero dei comandanti di brigata di Hamas uccisi in questo periodo.
Il significato dell’operazione va quindi oltre la scomparsa di un singolo dirigente. Dopo quasi tre anni di guerra, una delle difficoltà principali per Hamas è diventata la sostituzione dei comandanti esperti, molti dei quali avevano accumulato conoscenze operative, rapporti personali e controllo delle strutture locali nel corso di anni. La perdita di questi uomini costringe l’organizzazione a promuovere figure meno esperte e rende più difficile mantenere una catena di comando stabile.
Netanyahu e Katz hanno presentato l’operazione come parte di una campagna destinata a proseguire. Nella loro dichiarazione hanno affermato che Israele continuerà a cercare gli uomini di Hamas, dai comandanti fino agli ultimi operativi, ovunque tentino di nascondersi. Al-Bikh era già sfuggito una volta alla caccia. Questa volta, secondo Israele, il conto si è chiuso.
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