Georges Bensoussan è uno storico francese, nato in Marocco nel 1952 da una famiglia ebraica, che ha dedicato gran parte della propria attività intellettuale allo studio della Shoah, del sionismo e della storia degli ebrei nei paesi arabi. La sua ricerca attraversa alcune delle questioni più delicate della storia contemporanea, dal genocidio degli ebrei europei alla nascita dello Stato di Israele, fino alle trasformazioni dell’antisemitismo nella società francese.
Per molti anni responsabile editoriale del Mémorial de la Shoah di Parigi, Bensoussan ha contribuito a rinnovare gli studi sulla persecuzione degli ebrei, insistendo sulla necessità di comprenderne le radici storiche e culturali. Tra le sue opere più importanti figurano Histoire de la Shoah, Une histoire intellectuelle et politique du sionisme e Juifs en pays arabes. Le grand déracinement 1850-1975, dedicato alla progressiva scomparsa delle comunità ebraiche dal mondo arabo.
Il suo nome è legato anche a Les Territoires perdus de la République, volume collettaneo pubblicato nel 2002 sotto lo pseudonimo di Emmanuel Brenner, che denunciava la diffusione dell’antisemitismo e del sessismo in alcune scuole francesi. Il libro suscitò aspre polemiche, anticipando un dibattito che negli anni successivi avrebbe assunto un’importanza crescente.
Bensoussan ha spesso contestato le reticenze di una parte della cultura europea nell’affrontare l’antisemitismo presente in determinati ambienti dell’immigrazione musulmana. Le sue posizioni gli hanno procurato critiche e controversie giudiziarie, concluse con la sua assoluzione dall’accusa di incitamento all’odio razziale. La sua riflessione si concentra oggi anche sulla crisi delle democrazie occidentali, sul rapporto tra memoria storica e responsabilità politica e sulla difficoltà dell’Europa di riconoscere le nuove manifestazioni dell’odio antiebraico.
Nell’intervista concessa a HaBayta, Bensoussan porta il rigore dello storico dentro le inquietudini del presente. Le sue analisi, spesso scomode, invitano a interrogarsi sulle responsabilità culturali e politiche di un continente che continua a misurarsi con il proprio passato e con il ritorno dell’antisemitismo.
Con questa intervista prende avvio la collaborazione tra Setteottobre e HaBayta, nuova testata digitale francofona fondata nel settembre 2026 dalla giornalista Sarah Cattan, per dieci anni protagonista dell’attività editoriale di Tribune Juive. HaBayta, che in ebraico significa «verso casa», nasce da un progetto insieme giornalistico, culturale e politico: offrire uno spazio libero e pluralista al confronto su Israele, sul mondo ebraico, sull’antisemitismo e sulle grandi questioni del nostro tempo. Al centro dell’iniziativa di Cattan c’è una convinzione che condividiamo profondamente: difendere il diritto all’esistenza di Israele, contrastare senza esitazioni l’antisemitismo e salvaguardare la libertà della critica e del dissenso. È su queste basi che le nostre due testate intendono costruire un rapporto di collaborazione, offrendo ai rispettivi lettori idee, analisi e voci capaci di arricchire il dibattito pubblico italiano e francese.
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