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Beeper di Hezbollah, il segreto rischiò di saltare un mese prima

Nuovi dettagli sull’operazione israeliana del settembre 2024 rivelano come Hezbollah arrivò vicino a scoprire i dispositivi manomessi

Alessandro Carmi

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Beeper di Hezbollah, il segreto rischiò di saltare un mese prima
Iimmagine generata con AI

L’operazione dei beeper che nel settembre 2024 colpì Hezbollah rischiò di essere scoperta diverse settimane prima. Israele si accorse che un uomo dell’organizzazione libanese aveva cominciato a nutrire sospetti sui dispositivi e decise di eliminarlo, facendo però in modo che la sua morte apparisse legata a tutt’altro. Poco dopo, quando dall’Iran arrivarono in Libano apparecchiature destinate a controllare i beeper, anche quelle furono distrutte cercando di nascondere quale fosse il vero obiettivo dell’attacco.

A due anni dalle esplosioni simultanee che sconvolsero Hezbollah, nuovi particolari dell’operazione sono stati autorizzati alla pubblicazione dalla censura militare israeliana. A raccontarli era stato già nel febbraio 2025 l’allora ex ministro della Difesa Yoav Gallant, in un’intervista a Yedioth Ahronoth. Quelle parti delle sue dichiarazioni erano rimaste fino a oggi coperte dalla censura.

La vicenda comincia nell’agosto 2024. Secondo Gallant, Israele viene a sapere che all’interno di Hezbollah qualcuno sospetta dei cercapersone distribuiti ai membri dell’organizzazione. L’uomo deve essere fermato senza permettere al gruppo di capire il motivo della sua eliminazione. Viene quindi ucciso insieme a un’altra persona, costruendo l’operazione in modo che il collegamento con i beeper rimanga nascosto.

Il problema però si ripresenta. In Libano arrivano dall’Iran strumenti destinati a esaminare gli apparecchi. Israele individua anche questi e li distrugge insieme ad altro materiale, mascherando ancora una volta la ragione dell’attacco. Successivamente alcuni beeper vengono comunque inviati in Iran per essere controllati. A quel punto il tempo comincia a scadere. Il dispositivo costruito attraverso anni di intelligence, infiltrazione e manipolazione della catena di approvvigionamento di Hezbollah rischia di essere scoperto.

Il 17 settembre 2024 migliaia di beeper esplodono quasi contemporaneamente in Libano. Il giorno successivo tocca alle ricetrasmittenti portatili. Già nelle ore immediatamente successive all’attacco fonti americane avevano raccontato che Israele aveva deciso di agire perché temeva che Hezbollah fosse ormai sulle tracce dell’operazione. La formula utilizzata da un funzionario statunitense era brutale e chiarissima: una situazione da “use it or lose it”, usare l’arma oppure perderla.

Le nuove rivelazioni mostrano quanto quel rischio fosse concreto. Gallant ha spiegato inoltre che le ricetrasmittenti avrebbero dovuto avere un ruolo ancora maggiore nell’operazione, essendo più numerose e dotate di una quantità superiore di esplosivo. Quando furono attivate il giorno successivo ai beeper, tuttavia, moltissime si trovavano ancora nei depositi e l’effetto fu quindi inferiore a quello previsto.

La storia completa dell’operazione sarà al centro del documentario Paging Hezbollah, previsto nelle sale statunitensi il 30 ottobre. Il film, diretto da Justin Folk, raccoglie tra le altre le testimonianze del primo ministro Benjamin Netanyahu e dell’ex capo del Mossad David Barnea. Nel trailer Barnea racconta il momento in cui propose di trasformare il cercapersone in un ordigno. Netanyahu sintetizza invece l’effetto dell’operazione affermando che quella piccola quantità di esplosivo “ha cambiato il mondo”.

Dietro le immagini spettacolari delle esplosioni emerge così una partita di intelligence durata anni e arrivata, nelle ultime settimane, a pochi passi dal fallimento. Hezbollah aveva scelto i beeper proprio per sottrarsi alla sorveglianza israeliana sui telefoni cellulari. Israele era riuscito a penetrare molto più a fondo, intervenendo sulla stessa catena attraverso la quale il nemico cercava di proteggersi.

Il dettaglio forse più impressionante è proprio questo. L’operazione non dipendeva soltanto dalla capacità di nascondere esplosivo dentro migliaia di apparecchi e farli arrivare nelle mani di Hezbollah. Bisognava mantenere credibile l’inganno fino all’ultimo giorno. Nell’agosto 2024 quella copertura cominciò a incrinarsi. Per settimane, mentre Hezbollah cercava la trappola, Israele cercò di impedirgli di capire dove guardare.