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4 Ottobre. Oltre 70 milioni di cristiani in preghiera uniti per Israele

Da Gerusalemme un evento globale collegherà fedeli di 175 Paesi in una manifestazione di sostegno, amicizia e solidarietà con lo Stato ebraico

Paolo Montesi

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4 Ottobre. Oltre 70 milioni di cristiani in preghiera uniti per Israele

Più di 70 milioni di cristiani, distribuiti in 175 Paesi, sono attesi il prossimo 4 ottobre per partecipare alla ventiquattresima edizione della Giornata mondiale di preghiera per la pace di Gerusalemme, un’iniziativa che negli anni è diventata uno dei principali appuntamenti del cristianesimo evangelico a sostegno di Israele. Il cuore dell’evento sarà a Gerusalemme, da dove verrà trasmessa una diretta mondiale che collegherà migliaia di chiese e comunità cristiane riunite contemporaneamente per pregare per la città santa e per il popolo ebraico.

Secondo gli organizzatori, oltre cinquecento leader cristiani provenienti da cinquanta nazioni raggiungeranno Israele per prendere parte alla manifestazione centrale, ospitata al Museo della Torre di Davide, accanto alla Porta di Giaffa, uno dei luoghi simbolo della Città Vecchia. La grande maggioranza dei partecipanti seguirà invece l’iniziativa dai rispettivi Paesi, dedicando le celebrazioni religiose della prima domenica di ottobre a Gerusalemme, in risposta all’invito contenuto nel Salmo 122, che esorta a pregare per la pace della città.

L’evento è promosso dall’organizzazione cristiana statunitense Eagles’ Wings, fondata e guidata dal vescovo Robert Stearns. L’iniziativa nacque nel 2002, pochi mesi dopo la Seconda Intifada, per volontà dello stesso Stearns e del pastore Jack Hayford, con l’obiettivo di rafforzare i rapporti tra il mondo cristiano evangelico e Israele in un periodo segnato da violenze e forti tensioni. Nel corso degli anni quella che era nata come una semplice giornata di preghiera si è trasformata in una rete internazionale che coinvolge migliaia di comunità religiose e centinaia di migliaia di chiese.

L’edizione del 2026 punta a raggiungere numeri senza precedenti. Gli organizzatori stimano che attraverso celebrazioni religiose, collegamenti televisivi, piattaforme digitali e trasmissioni in streaming possano essere coinvolti oltre settanta milioni di fedeli. Si tratta di una stima elaborata dalla stessa Eagles’ Wings e riferita all’insieme dei partecipanti distribuiti nel mondo, non alle persone fisicamente presenti a Gerusalemme.

Accanto alla dimensione spirituale, la manifestazione rappresenta anche un segnale politico e culturale. In una fase nella quale Israele continua a confrontarsi con le conseguenze della guerra iniziata dopo il massacro del 7 ottobre 2023 e con un crescente isolamento in parte della comunità internazionale, milioni di cristiani intendono riaffermare pubblicamente il proprio sostegno allo Stato ebraico e il valore del dialogo tra ebrei e cristiani.

Negli ultimi anni Eagles’ Wings ha ampliato notevolmente le proprie attività. Oltre a organizzare la giornata mondiale di preghiera, accompagna ogni anno in Israele centinaia di pastori e responsabili religiosi, promuove programmi educativi dedicati alle comunità cristiane, sostiene iniziative umanitarie e realizza progetti di assistenza per le popolazioni più vulnerabili. Dopo il 7 ottobre ha inoltre lanciato campagne di solidarietà rivolte alle comunità israeliane colpite dagli attacchi di Hamas.

Tra le delegazioni più numerose annunciate per ottobre figurano quelle provenienti dall’America Latina e dall’Africa. Dal Brasile arriverà un gruppo guidato dal reverendo José Wellington Costa Jr., presidente delle Assemblee di Dio brasiliane, mentre sono attese rappresentanze anche da Nigeria, Kenya e Togo. Secondo Eagles’ Wings, le sole delegazioni latinoamericane rappresentano comunità religiose che riuniscono oltre 51 milioni di fedeli.

La scelta della Torre di Davide come sede della manifestazione mondiale richiama il successo dell’edizione del 2025, alla quale partecipò anche il sindaco di Gerusalemme Moshe Lion insieme a leader religiosi provenienti da numerosi Paesi. Gli organizzatori confidano che quest’anno la partecipazione internazionale sarà ancora più ampia, rafforzando un appuntamento che, nel giro di poco più di vent’anni, è diventato uno dei più importanti momenti di vicinanza del mondo cristiano evangelico a Israele e al popolo ebraico.