L’Iran ha mandato droni contro l’ufficio del premier del Kurdistan iracheno a Erbil. Un attacco attribuito ai pasdaran, mentre Teheran continua a minacciare nuove escalation nella regione. Aspettiamo con fiducia che le piazze si mobilitino con tanto di tende nelle università, di artisti con la kefiah, di appelli degli intellettuali. Aspettiamo occupazioni, cortei, striscioni sui municipi. Aspettiamo Greta, le flottiglie, i sindacati, i collettivi.
Intanto – lo confessiamo – ci siamo messi seduti perché aspettare stanca. C’è poi anche da dire che i curdi hanno infatti un grave difetto: vengono bombardati dall’Iran. E per una certa indignazione occidentale, ormai organizzata come un palinsesto televisivo, se a sganciare le bombe è il regime degli ayatollah l’audience crolla. I curdi insomma non fanno tendenza.