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Reggio Emilia, le scuole ebraiche nel mirino del boicottaggio

Le proteste contro la visita degli insegnanti israeliani a Reggio Children spingono i docenti americani a rinunciare al viaggio

Giuliano Cazzola

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Reggio Emilia, le scuole ebraiche nel mirino del boicottaggio
Iimmagine generata con AI

«Morti di Reggio Emilia, uscite dalla fossa». Avete combattuto, nel luglio del 1960, i conati di un risorgente fascismo, venite a combatterlo oggi sotto le spoglie del “palestinismo”. Reggio Emilia è una delle prime città ad aver celebrato il rito pagano del conferimento della cittadinanza a Francesca Albanese, esibendo, nel corso della cerimonia, un vergognoso siparietto con il sindaco della città che aveva osato chiedere il rilascio degli ostaggi catturati da Hamas nel pogrom del 7 ottobre. Il mix tra ridicolo e settarismo che ha caratterizzato quella serata non ha insegnato nulla alla società reggiana.

Un centinaio di insegnanti di scuole ebraiche americane e israeliane aveva chiesto di fare visita a Reggio Children, l’istituzione riconosciuta dal Comune di Reggio Emilia come soggetto incaricato di promuovere, valorizzare e tutelare l’esperienza delle scuole e dei nidi d’infanzia comunali della città, un’esperienza molto apprezzata anche a livello internazionale, come ha dimostrato la visita a quelle strutture della stessa principessa del Galles, futura regina del Regno Unito.

Diffusa la notizia di quella visita, si è messo in movimento l’indignato collettivo, allertando la feccia della sinistra AVS, REC, Possibile, l’Associazione Schierarsi e il Movimento per Reggio Emilia con la richiesta di annullare la visita a causa di possibili legami di alcuni degli istituti ebraici con le forze armate israeliane.

Le modalità erano state le solite: raccolta di firme dei genitori, la convocazione di un’assemblea pubblica presso il Dipartimento Educazione e Scienze Umane con lo slogan “Organizziamoci come educatrici, insegnanti, genitori per impedire che la guerra e chi la sostiene trovino legittimazione anche nei nostri contesti educativi”.

Ma l’asso di briscola lo aveva calato la Cgil di Reggio Emilia, che ha rivendicato in un comunicato l’annullamento della visita, sostenendo che «Chi si rende responsabile di violazioni del diritto internazionale e del diritto umanitario deve essere isolato».

«Reggio Emilia – aggiungeva la Cgil – ha scelto da che parte stare. Le ambiguità non giovano alla causa del popolo palestinese. Al contrario, anche piccoli gesti, quando assumono una forte valenza politica e simbolica, possono contribuire a tenere alta l’attenzione, a svegliare le coscienze e a isolare chi, da troppo tempo, ignora i principi fondamentali del diritto internazionale e del diritto umanitario».

La Comunità ebraica ha denunciato queste prese di posizione come un gesto di antisemitismo. Ne è seguito un dibattito in Consiglio comunale, nel corso del quale è emersa la contrarietà dei partiti di destra e di Italia viva.

È sceso in campo anche il sindaco Marco Massari (lo stesso che venne strapazzato in pubblico da Francesca Albanese) in difesa del confronto con le scuole ebraiche degli Stati Uniti e di Israele: «Reggio Emilia è e resterà un luogo di incontro» e «accogliere significa anche riconoscere che chi è diverso da noi ha diritto a restarlo».

Infine, sul Medio Oriente, il sindaco ha confermato l’impegno «a difendere i diritti dei bambini, nei territori occupati come nel resto del mondo». Nel frattempo, i docenti statunitensi hanno rinunciato al viaggio per via delle polemiche, temendo per la propria sicurezza, mentre 22 insegnanti israeliani hanno confermato la visita.

Per salvare la capra del buon nome dell’istituzione e i cavoli dei pro-Pal e dei loro manutengoli, a tutti i partecipanti era stata chiesta una «presa di distanza esplicita dalle politiche del governo Netanyahu», nonché un impegno personale ed esplicito a rifiutare la violenza e la guerra.

Tutto ciò in base all’adesione a una Carta «Per un’educazione democratica e partecipata».La visita – inizialmente prevista per due settimane – è stata ridotta a una sola; dovrebbe svolgersi nei prossimi giorni. Staremo a vedere. Resta comunque singolare che una rete educativa conosciuta in tutto il mondo come Reggio Children debba essere coinvolta in polemiche di basso livello a sfondo antisemita. Ma questo è ciò che passa il convento.