“Raid inaccettabili sui civili”. La frase è sempre quella, pronta, automatica e rassicurante. Funziona benissimo finché i civili sono da una parte sola del racconto. Perché quando per anni sono stati gli israeliani a vivere sotto razzi e sirene, di quella indignazione nemmeno l’ombra. Non con la stessa forza, non con la stessa urgenza, niente proprio, zero assoluto.
Allora diciamocelo chiaramente, amici cari: la condanna è selettiva. C’è chi entra nel perimetro morale e chi ne resta fuori. Però ci corre l’obbligo di aggiungere che così si costruisce un doppio standard che non è solo ipocrita ma è anche pericoloso, perché trasmette un messaggio chiarissimo: alcune vite valgono meno. Anzi, proprio non valgono. Nemmeno la pena di parlarne.
C’è che quando qualcuno oltrepassa quella linea, non sta più facendo politica estera ma scegliendo da che parte stare, anche se fai finta di no.
Raid, alcuni inaccettabili, altri meno
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