La cooperazione militare tra Israele e Marocco compie un nuovo passo, destinato a trasformare i rapporti industriali tra i due Paesi. Dal marzo 2027 Moroccan Military Industry (MMI), società marocchina controllata dal gruppo israeliano Elbit Systems, dovrebbe cominciare a consegnare all’esercito di Rabat torrette destinate ai veicoli blindati a otto ruote prodotti localmente dall’azienda indiana Tata. Il progetto, annunciato in occasione del Salone aeronautico di Marrakech, rappresenta un passaggio importante per un Paese che punta a costruire una propria industria nazionale della difesa.
Per il Marocco si tratta di una scelta strategica. Rabat ha avviato da tempo un programma di modernizzazione delle forze armate, accompagnato dall’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni e acquisire competenze tecnologiche avanzate. La presenza diretta di un grande produttore israeliano sul territorio marocchino consente di avvicinare questi due obiettivi, creando le condizioni per sviluppare capacità industriali locali.
Elbit Systems è uno dei principali gruppi israeliani specializzati in elettronica militare, sistemi d’arma, droni e tecnologie per la protezione dei mezzi terrestri. Le torrette destinate ai blindati marocchini permetteranno di integrare armamenti e sistemi di controllo del tiro sui veicoli assemblati nel Paese. I dettagli tecnici e le quantità previste dalle forniture non sono stati resi noti.
Il programma comprende anche un altro settore particolarmente importante alla luce delle guerre più recenti, quello della difesa contro i droni. MMI intende sviluppare sistemi che combinino radar e strumenti di intercettazione relativamente economici, rispondendo alla necessità di contrastare velivoli senza pilota il cui costo è spesso assai inferiore a quello dei mezzi impiegati per abbatterli.
L’intesa si inserisce nel processo avviato con la normalizzazione delle relazioni tra Israele e Marocco nel dicembre 2020, nell’ambito degli Accordi di Abramo. Da allora i rapporti bilaterali hanno conosciuto un’espansione significativa soprattutto nel settore della sicurezza, con forniture militari e collaborazioni tecnologiche che hanno consolidato la posizione israeliana nel mercato marocchino.
Secondo i dati riportati dalla stampa francofona israeliana, negli ultimi cinque anni Israele avrebbe rappresentato circa il 24 per cento degli acquisti marocchini di armamenti, diventando il secondo fornitore del regno. Una quota che testimonia il peso assunto dalla cooperazione militare nelle relazioni tra Gerusalemme e Rabat.
L’aspetto più significativo riguarda tuttavia il cambiamento del modello industriale. Fino a pochi anni fa la collaborazione si concentrava prevalentemente sull’acquisto di equipaggiamenti realizzati all’estero. Adesso le aziende israeliane partecipano direttamente alla costruzione di capacità produttive marocchine, con possibili ricadute sull’occupazione specializzata e sulla formazione di tecnici e ingegneri.
La scelta risponde anche a un’esigenza di lungo periodo. Un esercito che dispone sul proprio territorio di strutture industriali capaci di produrre e mantenere componenti militari può ridurre i tempi di approvvigionamento e affrontare con maggiore autonomia eventuali difficoltà nelle catene internazionali delle forniture.
Per Israele, l’investimento conferma l’importanza del Marocco come partner economico e strategico nel Nord Africa, in una fase in cui le tensioni regionali rendono particolarmente preziose le relazioni costruite attraverso gli Accordi di Abramo.
Se il calendario delle consegne sarà rispettato, il marzo 2027 segnerà dunque l’avvio di una collaborazione industriale concreta, destinata a rafforzare la presenza tecnologica israeliana e le ambizioni del Marocco nel settore della difesa.

