A Dublino un albergo ha cancellato la prenotazione di settanta camere dopo aver scoperto che gli ospiti avrebbero partecipato a una conferenza internazionale contro l’antisemitismo. È accaduto all’Herbert Park Hotel, elegante struttura nel quartiere di Ballsbridge, dove erano attesi delegati provenienti dai 27 paesi dell’Unione europea. Secondo quanto denunciato dagli organizzatori, la direzione avrebbe ritirato la disponibilità delle camere dopo aver appreso lo scopo dell’incontro, arrivando persino a chiedere se esistessero collegamenti con l’esercito israeliano.
La vicenda, riferita dal quotidiano israeliano Ynet, è stata denunciata pubblicamente da Maurice Cohen, presidente del Consiglio rappresentativo degli ebrei irlandesi, durante un ricevimento organizzato dal ministero degli Esteri di Dublino in occasione dell’apertura della conferenza. Le prenotazioni, inizialmente accettate, sarebbero state annullate quando il personale dell’albergo ha compreso che gli ospiti erano impegnati nella lotta all’antisemitismo.
L’incontro era la quindicesima riunione della rete internazionale degli inviati speciali e dei coordinatori per il contrasto all’antisemitismo, SECCA, sostenuta dal Congresso ebraico mondiale e dalla Commissione europea. Un appuntamento istituzionale, dedicato alla cooperazione tra governi e organizzazioni internazionali, senza alcun rapporto con le forze armate israeliane.
La domanda sull’eventuale coinvolgimento dell’esercito israeliano appare particolarmente significativa. Per quale ragione una conferenza contro l’odio antiebraico dovrebbe avere qualcosa a che fare con le operazioni militari dello Stato ebraico? È proprio questa associazione automatica, denunciata da tempo dalle organizzazioni ebraiche, a rendere l’episodio inquietante. L’identità ebraica viene sempre più frequentemente sovrapposta alle decisioni del governo israeliano, fino a trasformare iniziative civili e culturali in potenziali bersagli di boicottaggio.
Il caso si inserisce in un clima particolarmente difficile per la piccola comunità ebraica irlandese. Negli ultimi anni l’Irlanda è diventata uno dei paesi europei più critici verso Israele, con posizioni governative particolarmente dure sulla guerra a Gaza. Una scelta politica legittima, che tuttavia convive con episodi di ostilità nei confronti degli ebrei e delle istituzioni ebraiche, alimentando una crescente preoccupazione.
Tra gli episodi ricordati dalla stampa israeliana figurano la cancellazione di uno spettacolo dedicato al massacro del 7 ottobre, le controversie sulla partecipazione israeliana all’Eurovision e le tensioni durante gli incontri sportivi tra Irlanda e Israele. Esponenti della comunità denunciano inoltre aggressioni, insulti e intimidazioni nei luoghi pubblici, compresi episodi di persone ebree prese di mira sui mezzi di trasporto.
Particolarmente imbarazzante è la coincidenza tra il presunto comportamento dell’albergo e gli obiettivi della conferenza, organizzata proprio per rafforzare gli strumenti europei di contrasto all’antisemitismo e promuovere l’applicazione della definizione adottata dall’International Holocaust Remembrance Alliance.
Interpellato sulla vicenda, un responsabile dell’Herbert Park Hotel ha rifiutato di commentare. Al momento della pubblicazione della notizia, dunque, la ricostruzione disponibile proveniva dalla denuncia di Cohen, senza una spiegazione ufficiale della direzione.
Resta il paradosso di una capitale europea nella quale, secondo quanto denunciato, chi si riunisce per combattere l’antisemitismo rischia di essere respinto proprio per la natura del proprio impegno. Un episodio che merita chiarimenti immediati, perché la credibilità delle politiche contro l’odio si misura anche nella capacità di garantire che chi lo combatte possa trovare una camera d’albergo.

