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Yemen, nuova offensiva saudita contro gli Houthi. L’Iran incassa

L’Arabia Saudita punta a riconquistare i territori controllati dai ribelli, che rispondono minacciando il Mar Rosso e colpendo obiettivi sauditi

Costantino Pistilli

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Yemen, nuova offensiva saudita contro gli Houthi. L’Iran incassa
Iimmagine generata con AI

L’Arabia Saudita torna a bombardare lo Yemen, ma i ribelli Houthi rispondono colpendo gli aeroporti sauditi e minacciando il traffico nel Mar Rosso. Gli attacchi contro gli scali di Riad e Abha hanno provocato morti e feriti. La nuova offensiva sostenuta da Riad punta a riconquistare i territori controllati dai ribelli, mentre l’Iran beneficia della pressione esercitata sul suo principale rivale regionale.

Il governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale, appoggiato dall’Arabia Saudita, vuole recuperare anche Sana’a, la capitale occupata dagli Houthi dal 2014. La campagna militare si concentra però sulla costa occidentale, dove le forze governative cercano di respingere i ribelli e recuperare posizioni strategiche. Le due parti rivendicano successi difficili da verificare, mentre i combattimenti proseguono nelle province interne.

A ridimensionare le prospettive di una vittoria rapida è un analista yemenita intervistato dall’emittente israeliana N12. A suo giudizio, non si registra ancora alcun cambiamento sostanziale nei rapporti di forza. I progressi territoriali rivendicati dalle truppe governative riguardano soprattutto la fascia costiera, ma gli Houthi continuano a combattere nella regione di Taiz. La superiorità aerea saudita, quindi, non si è ancora tradotta in un indebolimento generale dei ribelli.

La partita strategicamente più delicata riguarda lo stretto di Bab el-Mandeb, che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e, attraverso il Canale di Suez, il Mediterraneo all’Oceano Indiano. Il controllo delle aree prossime allo stretto consente di minacciare una delle principali rotte commerciali mondiali, utilizzata anche per il trasporto di petrolio e gas. Gli Houthi hanno già dimostrato di poter colpire le navi mercantili, costringendo gli operatori a considerare percorsi alternativi, più lunghi e costosi.

Per Riad, recuperare il controllo della costa significa proteggere anche i collegamenti marittimi. Le operazioni interessano le vie di accesso ad Aden, sede del governo riconosciuto internazionalmente, e le posizioni attorno a Taiz. Rimane aperto inoltre il fronte di Marib, nell’interno del Paese. Un successo lungo il litorale potrebbe perdere gran parte del suo valore se i ribelli riuscissero ad avanzare altrove, interrompendo i rifornimenti delle forze governative.

L’aviazione saudita dispone di un vantaggio negli spazi aperti della costa, ma conquistare una posizione richiede meno risorse che mantenerla sotto attacco. Una fonte vicina alle forze yemenite sostenute da Riad ha spiegato a N12 che l’obiettivo immediato consiste nel fermare gli Houthi e impedire loro di trasferire rinforzi verso le aree contese. Senza linee di rifornimento sicure, anche un’avanzata sostenuta dai bombardamenti rischia di trasformarsi in una nuova vulnerabilità.

Intanto la guerra raggiunge direttamente il territorio saudita. Gli attacchi rivendicati dagli Houthi contro gli aeroporti di Abha e Riad hanno provocato vittime e feriti. La capacità dei ribelli di colpire oltreconfine costringe il regno a destinare uomini e mezzi anche alla difesa delle proprie città. La pressione militare continua dunque anche mentre l’aviazione saudita bombarda le postazioni nemiche nello Yemen.

È proprio questa situazione a favorire Teheran. Gli Houthi, movimento sciita zaydita sostenuto dall’Iran, dispongono di una propria struttura politica e militare e perseguono interessi locali. Il sostegno iraniano permette però a Teheran di esercitare pressione sulla sicurezza saudita e sulle rotte del Mar Rosso. L’analista consultato da N12 osserva che l’Iran trae vantaggio dal conflitto anche senza ordinare ogni lancio: Riad deve impegnare risorse contro un avversario vicino ai propri confini.

La difficoltà saudita riguarda anche il coordinamento delle forze impegnate nello Yemen. Il fronte contrario agli Houthi comprende gruppi con interessi differenti, mentre le divisioni tra le formazioni del nord e quelle del sud hanno indebolito la risposta militare. Riad guarda inoltre al possibile sostegno del Pakistan e di altri alleati, ma rimangono incerti sia i tempi sia le dimensioni di un eventuale intervento.

La riconquista di Sana’a rimane l’obiettivo dichiarato del governo yemenita, ma la distanza tra i risultati militari e le ambizioni politiche è ancora considerevole. Gli Houthi conservano la capacità di combattere su più fronti, colpire l’Arabia Saudita e minacciare Bab el-Mandeb. La coalizione dispone della superiorità aerea, ma deve ancora consolidare i territori contesi. Finché questi rapporti di forza non cambieranno, Riad continuerà a sostenere il costo della guerra e Teheran conserverà uno strumento di pressione sul suo vicino.