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‘We will dance again’ al Liceo Visconti di Roma

L’allargamento della visione:i ragazzi estratti dalla propaganda via social hanno cuore e testa per comprendere ciò che è accaduto

Claudio Della Seta

Tempo di Lettura: 3 min
‘We will dance again’ al Liceo Visconti di Roma

Debutto migliore non poteva avere. È stata l’aula magna del liceo classico Ennio Quirino Visconti di Roma, il più prestigioso della Capitale, ad accogliere la prima proiezione scolastica di We Will Dance Again, il film documentario di Yariv Mozer dedicato alla strage del Nova Festival, il 7 ottobre del 2023.

È stato così raccolto l’auspicio espresso da più voci durante l’anteprima tenutasi al Senato due settimane fa: “We Will Dance Again è un film indispensabile, necessario, che dovrebbe venire proiettato in tutte le scuole superiori e le università italiane”. E le reazioni degli studenti sono lì a dimostrarlo.

Quando, al termine della proiezione, sono state riaccese le luci, l’intera aula magna è rimasta congelata in un silenzio immobile. Una studentessa singhiozzava sulla sua poltrona. Ma è bastato iniziare a parlare con gli studenti, a interrogarli sulle loro impressioni senza aggiungere nulla, perché si formasse spontaneamente un capannello.

Pochissimi fra gli studenti avevano già visto le immagini del Nova. Molti commentano: “Non avremmo mai immaginato che le cose fossero andate così, quello che è accaduto è orrendo, indicibile”. Tutti sono profondamente scossi. Ognuno trova un dettaglio, una storia, un particolare che lo ha colpito, che la ha colpita nel profondo.

Tutti, intervistati sulle loro impressioni, indistintamente usano il termine “terroristi”. Non c’è traccia di empatia o di giustificazione verso gli autori del massacro. Una condanna unanime, netta, esplicita: segno evidente che i ragazzi, se estratti dal vortice della propaganda via social, hanno cuore e testa per comprendere cosa sia accaduto.

Un paio di studentesse si spingono a criticare il ritardo della risposta da parte di polizia ed esercito, o l’opportunità di organizzare un rave così vicino al confine, ma sono le uniche critiche che si levano verso Israele.

In sala ci sono gli studenti (ma anche alcuni genitori) che seguono il Festival Cinesofia – Cinema e Filosofia, l’evento messo in piedi da alcuni anni dal prof. Sergio Petrella, docente di storia e filosofia. Ogni anno un tema: quest’anno la guerra, vista attraverso la proiezione di quattro film, quindi l’approfondimento sulle pagine di alcuni filosofi, e infine un “debate” conclusivo, che si terrà fra una settimana, fra due squadre che dovranno cercare di dimostrare la propria tesi, contrapposta a quella della squadra avversaria.

Il festival quest’anno non era partito benissimo: una sola guerra, quella di Gaza, davanti all’obiettivo; un solo punto di vista, quello palestinese, spalmato sui quattro titoli proposti. Eppure, una interlocuzione attenta, ben documentata, condotta da alcuni genitori in totale collaborazione con la scuola, ha prodotto il risultato sperato: la sostituzione di un titolo in programma con We Will Dance Again, l’allargamento della visione, la comprensione del punto da cui è iniziata la guerra.

Il prof. Petrella è particolarmente orgoglioso di questo obiettivo e dell’arricchimento dell’offerta formativa per gli studenti. Una meta raggiunta sotto l’attenta supervisione della preside Rita Pappalardo, anche lei presente in sala, per la quale l’anteprima di questo film significa riportare il Liceo Visconti al centro del dibattito civile e morale su uno dei grandi temi del nostro tempo.

E “l’incredibile silenzio alla fine della proiezione è la miglior testimonianza di quanto fosse necessario proporre questo documentario ai nostri studenti”.

‘We will dance again’ al Liceo Visconti di Roma