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⌥ Vacanze prima della guerra, coscienza dopo il check-in

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Il mondo brucia e l’Occidente controlla il meteo sulle app dei voli. Non per capire dove cade un missile, ma per sapere se l’ombrellone a Mykonos sarà al suo posto. L’Iran implode sotto il peso di un regime che schiaccia la sua gente, Israele vive in una tensione permanente che nessun hashtag potrà mai raccontare, e qui il problema è se salta il weekend alle Baleari.

E guardate bene che non si tratta di una semplice distrazione ma di una scelta. È l’idea che la tragedia degli altri sia rumore di fondo, finché non interferisce con il proprio comfort.

Poi, appena si riaccende lo schermo giusto, ecco le bandierine colorate, le parole inglesi buone per ogni stagione, Peace, Love, Humanity, agitate con la stessa leggerezza con cui si ordina un cocktail. Una morale da spiaggia, che si piega al primo ritardo in aeroporto. Altroché ipocrisia sofisticata, qui siamo di fronte a indifferenza travestita da sensibilità.

E forse è proprio questo il punto più inquietante. Non l’errore, ma l’assenza totale di gravità.


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