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Tanto rumore per nulla

Propal agli sgoccioli: la folla che si credeva coscienza e invece era solo eco.

Andrea Fiore

Tempo di Lettura: 2 min
Tanto rumore per nulla

Università piene di discussioni, strade attraversate da cortei improvvisati, studi televisivi dove si parlava come se bastasse un’opinione per capire un conflitto. E poi articoli, post, commenti: un fiume di parole che sembrava enorme, ma che non ha spostato di un millimetro la realtà del conflitto.
Tanto movimento, zero profondità, unico risultato: un odio quasi agonistico.

La verità è che molti non volevano capire: volevano una scorciatoia.
La mente pigra ama le conclusioni facili, soprattutto quando arrivano già confezionate. Bastava ripetere ciò che si sentiva dire, senza chiedersi da dove venisse, senza controllare, senza mettere in discussione nulla. Un copione pronto, comodo, rassicurante.

E allora viene spontaneo chiedersi se qualcuno, almeno uno, abbia avuto un momento di lucidità.
Se abbia capito di essere stato trascinato, influenzato, usato.
O se sia rimasto lì, fermo, in quel limbo dove tutto sembra impegno ma niente è pensiero. Un posto morbido, dove non rischi nulla: né di sbagliare, né di capire davvero.

Quel limbo è il vero nemico della libertà che hanno sventolato come una bandiera strappata.
Perché non ti zittisce: ti addormenta.
Ti fa credere di essere libero mentre ripeti idee che non hai costruito, parole che non hai pesato, posizioni che non hai mai messo alla prova.

E forse, almeno da noi, la guerra vera è proprio questa: non tra popoli, non tra schieramenti, non tra slogan.
La battaglia reale è contro la pigrizia mentale, contro la facilità, contro quel limbo che ti fa sentire parte di qualcosa mentre ti toglie la capacità di pensare.

Il futuro, visto da qui, somiglia a una strada dopo un corteo: i passi se ne sono andati, i cori sono svaniti, ma per terra restano solo stricioni bagnati e slogan sbiaditi.
Segni di un passaggio che nella realtà del Medio oriente non ha cambiato nulla.

E toccherà a chi non si accontenta del limbo decidere se ripulire quella strada o lasciarla così, in attesa dell’ennesimo corteo che farà rumore senza risolvere nulla.


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