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⌥ Stare al mondo

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Mentre la signora Francesca Albanese, dal palco di un convegno organizzato da Al Jazeera, definisce Israele “nemico di tutta l’umanità”, succede anche qualcos’altro. Succede che in Iran il regime aggiunge altri sette anni di carcere sulle spalle di Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace, colpevole di una cosa semplice e imperdonabile: non stare zitta.

E qui, improvvisamente, cala il silenzio. Nessun convegno, nessun appello vibrante, nessuna indignazione prefabbricata. Del resto, Al Jazeera è la televisione pagata dal Qatar, faro universale della libertà a corrente alternata, e l’Iran è un partner ideologico troppo utile per essere disturbato con dettagli come i diritti umani.

Questo silenzio dice più delle pietre lanciate dai delinquentelli che vanno a caccia di poliziotti. Dice che siamo immersi in un brodo denso di viltà e ipocrisia, dove i carnefici giusti vengono assolti in anticipo e le vittime sbagliate possono marcire in cella senza far rumore. Dice che il problema non è il frastuono dell’odio, ma l’educatissimo mutismo di chi guarda dall’altra parte. E no, non è un bel modo di stare al mondo..


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