Home > Dal fiume al mare > Somaliland: una mossa che cambia la mappa

Somaliland: una mossa che cambia la mappa

Il riconoscimento israeliano rafforza la sicurezza del Mar Rosso o la mette alla prova?

Andrea Fiore

Tempo di Lettura: 2 min
Somaliland: una mossa che cambia la mappa

Il Somaliland vive da più di trent’anni come uno Stato indipendente, pur senza essere riconosciuto dalla comunità internazionale. Ha costruito istituzioni funzionanti, ha mantenuto una stabilità rara nella regione e ha sviluppato una propria identità politica. Il riconoscimento ufficiale arrivato da Israele rompe finalmente questo isolamento e introduce un nuovo elemento negli equilibri del Corno d’Africa.

La scelta israeliana non è un gesto simbolico, ma una mossa strategica. Il Somaliland si affaccia sul Golfo di Aden, uno dei passaggi marittimi più delicati del mondo. Dall’altra parte dello stretto c’è lo Yemen, dove gli Houthi – sostenuti dall’Iran – hanno intensificato gli attacchi contro navi commerciali e militari. Per Israele, che negli ultimi mesi ha visto crescere la pressione sul fronte marittimo, avere un partner stabile proprio di fronte a quell’area significa rafforzare la sicurezza delle rotte e creare un punto d’appoggio in una regione dove si intrecciano le influenze di Iran, Cina e Turchia.

C’è poi un secondo livello, meno visibile ma altrettanto rilevante: Israele cerca alleati affidabili in un momento in cui il Mar Rosso è diventato un teatro di competizione globale. Il Somaliland, pur non riconosciuto, ha dimostrato negli anni una sorprendente capacità di governarsi, mantenere ordine interno e gestire rapporti esterni con pragmatismo. Per Gerusalemme, investire su un attore così prevedibile e geograficamente cruciale è un modo per costruire un contrappeso regionale senza dover dipendere esclusivamente dai grandi Stati dell’area.

Nel Somaliland la notizia è stata accolta come una conquista storica. Per la Somalia, invece, è un affronto diretto alla propria integrità territoriale, e la reazione è stata immediata, sostenuta da Turchia, Egitto, Gibuti e Arabia Saudita. In un contesto già attraversato da rivalità e sospetti, ogni nuovo riconoscimento rischia di diventare un detonatore politico.

Resta ora da capire se questo passo aprirà la strada ad altri riconoscimenti internazionali o se, al contrario, irrigidirà ulteriormente le posizioni dei Paesi vicini. La domanda che aleggia è semplice: questo gesto inaugura una nuova fase di stabilità nel Corno d’Africa o aggiunge un altro livello di tensione a una regione già fragile?


Somaliland: una mossa che cambia la mappa
Somaliland: una mossa che cambia la mappa